New York

costosa
tutto l'anno
almeno 5 giorni
non cedete al junk food! c'è dell'altro!
diversi parchi
tanti musei
mappa con la destinazione
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Raccontare New York non è facile.
Ci ho messo diversi mesi per raccogliere le idee, capire cosa dovevo scrivere, come farlo.
Ancora adesso ci metto tempo a capire i pro e i contro, cosa mi ha stupito e cosa mi ha lasciato indifferente... le sensazioni che mi ha suscitato, non so perché, continuano a sfuggirmi.

Ero partita con il sentore che non mi sarebbe piaciuta poi così tanto, a causa di tutto quel grigio e quel cemento, ma nello stesso momento ero curiosa ed emozionata: stavo lasciando l'Europa per la prima volta e sapevo che quello sarebbe stato il mio ultimo viaggio da nubile perché lì il mio fidanzato mi avrebbe chiesto di sposarlo!

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Piena di emozioni contrastanti sono dunque arrivata a New York con un bus della compagnia Megabus, partito da Washington DC 4 ore prima.

L'autobus ci ha lasciati tra la 7th Ave & 28th St, con la metro siamo arrivati al nostro hotel: l'Harlem YMCA nel quartiere Harlem, nord di Manhattan. Non me la sento di consigliarlo...non è stato uno dei peggiori ma comunque non consigliabile 😒

La Metropolitana di New York

La metropolitana non è di facilissima interpretazione: ogni linea ha un colore, le fermate hanno i nomi delle strade (più numeri che nomi in realtà), i treni vengono identificati tramite lettere o numeri.
Importante ricordare che ci sono due diversi tipi di treni: l'espresso ferma solo nelle principali stazioni, indicate sulle mappe da un pallino bianco, mentre il locale ferma in tutte le stazioni indicate da un pallino nero.
Il biglietto di corsa singola costa 2.90$ e i treni circolano h24.

Esteticamente l'ho trovata bruttina: i treni sembrano delle scatole di latta e le stazioni non sono particolarmente decorate o abbellite.
E poi la temperatura, ragazzi!!! Nelle stazioni fa un caldo bestiale, mentre nel treno l'aria condizionata è fredda, ma fredda fredda! Bisogna sempre portarsi una felpa da mettere in treno e togliersi in stazione, o per lo meno a settembre era così.

Times Square

Posiamo le valigie, una sistemata veloce e via verso Times Square! Conosciuto come "Il Crocevia del Mondo", è uno dei luoghi più iconici e vivaci di New York City.
Teatri, Mc Donald's, Madame Tussaud's, cartelloni pubblicitari dei grandi marchi internazionali, l'Hard Rock, il negozio di giocattoli a più piani, ristoranti e questi grattacieli immensi.
Una marea di colori, persone e luci da far girare la testa.
Insomma, se non fosse per i famosi taxi gialli, niente di nuovo o che non avessi già visto a Londra 😋

Ceniamo da Friday's, un ristorante-catena a Times Square che fa la carne davvero buona! Facciamo un giretto nell Hard Rock e torniamo in albergo: siamo stanchi e domani ci aspetta un'intensa giornata!

Il nuovo punto panoramico Summit One Vanderbilt

Non lontano da Central Park si trova il nuovissimo punto panoramico di New York, che fa concorrenza ai famosissimi Rockefeller Centre ed Empire State Building: il Summit One Vanderbilt.

Il Summit One Vanderbilt si trova nel cuore di New York City, precisamente nell'iconico quartiere di Midtown Manhattan. Situato all'ultimo piano del grattacielo One Vanderbilt, questo osservatorio offre una vista panoramica spettacolare della città. Dall'alto si possono ammirare l'imponente skyline di New York, il Central Park, il fiume Hudson e l'East River.

Se volete salire visitare il Summit One Vanderbilt, è consigliabile prenotare i biglietti in anticipo per evitare lunghe attese. Vi lascio un link con tutte le informazioni su questa nuova piattaforma di osservazione, come ottenere i biglietti, cosa vedere dall'alto e il momento migliore per visitarla: biglietti per il summit one vanderbilt.

Central Park

Dunque il giorno dopo ci alziamo di buon'ora e alle 9 siamo già in metro, direzione Central Park!
La prima cosa che mi colpisce di questo parco è la grandezza: si estende su una superficie di oltre 340 ettari e la strada che lo circonda è lunga ben 9 km.

Central Park è un'oasi di tranquillità e bellezza nel cuore di Manhattan, è uno dei parchi urbani più famosi al mondo. Un polmone verde che offre un rifugio dal caos della città, con grandi prati, laghetti e boschetti alberati che creano un ambiente di pace e relax. Il parco è punteggiato da numerosi sentieri per passeggiate e jogging, aree ricreative e punti panoramici che permettono di godere della natura in mezzo alla metropoli. Nel parco ci sono anche lo Zoo, la terrazza Bethesda, il Belvedere Castle e il famoso lago in cui è possibile noleggiare barche a remi durante i mesi più caldi (tornerò a parlarne dopo!).

Passeggiamo tranquilli godendoci il tepore settembrino, raggiungendo il lago più grande del parco, chiamato Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir : già da lì si scorgono i famosi palazzi che spuntano da dietro gli alberi, visti tante volte nei film.

Piano piano, senza accorgercene, arriviamo al Turtle Pond e io impazzisco: è il set della mia puntata preferita di Doctor Who!!! ( per chi lo conosce, la puntata The Angels Take Manhattan, stagione 7 episodio 5! Per intenderci, l'ultima di Amy&Rory!) Ci fermiamo ovviamente a fare milioni di fotografie, io ero in un brodo di giuggiole!

Massimo decide di noleggiare una barchetta a remi, cosa molto insolita per uno che con il romanticismo non ha niente a che fare, e nel bel mezzo del laghetto mi da l'anello e mi chiede di sposarlo!! 😍😍😍😍😍
Non sto qui a raccontarvi la vicenda, le risate, l'emozione e la bellezza del momento... il Turtle Pond è romantico, e dopo questo episodio rimarrà per sempre stampato nel mio cuore!

Lower Manhattan & Liberty Island

Super emozionati dal momento appena passato ci rimettiamo in cammino, prendiamo la metro e scendiamo alla fermata South Ferry.
Volevamo vedere la Statua della Libertà e la baia di Manhattan dal mare, la cosa miglire da fare era prendere il ferry per *Staten Island. È gratuito e passa davanti alla Statua, per cui si possono fare belle foto senza spendere un dollaro! Bisogna fare un po' di fila, ma ne vale la pena!

Al ritorno ci facciamo un giretto per le vie di Lower Manhattan, prima di dirigerci verso il ponte di Brooklyn. Questa zona mi ricorda tanto i film gangstar anni 50, con i palazzoni gialli addossati l'un l'altro e il fumo che esce dai tombini!

Il ponte di Brooklyn

Sapete che il ponte di Brooklyn è stato costruito in 14 anni ed è costato ben 27 vite? La prima delle quali apparteneva proprio al suo ingegnere, John A. Roebling, morto di tetano poco prima dell'inizio della costruzione!
Ci pensò suo figlio, Washington A. Roebling, a portare a termine quella che fu considerata l'ottava meraviglia del mondo.
Era il 24 maggio 1883 quando venne inaugurato il primo ponte sospeso in acciaio del mondo!

Il ponte attraversa l'East River, collegando l'isola di Manhattan a Brooklyn: noi l'abbiamo raggiunta con la metro (fermata Brooklyn Bridge, appunto).

Si avvicinava l'ora del tramonto e i colori caldi del sole in discesa rendevano l'atmosfera da pellicola anni 50. Se avessi incrociato una pin up o un gangstar non mi sarei scomposta, faceva tutto parte del luogo!
Le case di Brooklyn che si scorgevano tra i fili avevano lo stesso colore del ponte, del sole, delle strade, era tutto quasi...dorato. Sabbia dorata. Mai visto un paesaggio così cromaticamente uniforme!

Un piccolo suggerimento per quelli che si apprestano all'attraversamento del ponte a piedi: se non avete intenzione di visitare Brooklyn, appena finisce il ponte tornate indietro e riattraversatelo in direzione Manhattan, per poi riprendere la metro lì. Noi non sapendolo, ci siamo avventurati alla ricerca della prima metro a Brooklyn e ci abbiamo messo qualcosa tipo un'ora perché, una volta terminato il ponte, comincia un percorso pedonale obbligatorio (nel senso che questo percorso è delimitato da dei muretti non scavalcabili) che ti porta dritto dritto nel centro di Brooklyn 😐

Broadway

Broadway è una strada ENORME, percorrerla a piedi è impossibile, basti pensare che attraversa tutta Manhattan da nord a sud!

Qui ci sono tutti i più grandi teatri e studi televisivi, inoltre è una importante arteria per lo shopping new yorkese. A me interessavano gli store Converse, Desigual, Forbidden Planet e Hard Rock e li ho trovati tutti lì!

9/11 Memorial

Il caso ha voluto che proprio l'11 settembre eravamo a New York, abbiamo pensato quindi che era più che giusto andare a fare una visita al World Trade Center.

In tutta la città le bandiere erano a mezz'asta e il lutto era palpabile.

L'area era piena di polizia, turisti, giornalisti e tutti quelli che in qualche modo avevano un legame con quella data: l'affluenza era talmente alta che gli stewards facevano avvicinare un poco per volta. Il museo quel giorno era riservato esclusivamente ai parenti delle vittime, così noi ci siamo limitati ad osservare le due enormi "piscine" costruite nel luogo preciso dove una volta si ergevano le Twin Towers. Nelle placche che rivestono le piscine sono incisi i nomi delle 2983 vittime dell'attentato, le persone lasciavano rose e bigliettini sui nomi dei propri cari.

Abbiamo visto alcuni pregare con la bandiera americana poggiata sulla spalla, alcuni con la data tatuata sul corpo.

All'esterno del museo c'erano dei touch screen con cui potevi scorrere la lista di tutte le vittime, i loro nomi, le loro età e i loro lavori. Constatare che la maggior parte di loro erano ragazzi della nostra età, che stavano lavorando in una normalissima giornata di settembre, mi ha toccato profondamente.

Dopo un po' c'è stata una parata dei vigili del fuoco in onore delle vittime e dei loro parenti. Quando è calato il sole, due enormi fasci di luce sono partiti dalle piscine: sembravano quasi i fantasmi delle torri gemelle. È stato tutto molto ma molto toccante.

Moma - Museum Of Modern Art

Il Moma - Museum Of Modern Art si trova tra la Fifth e la Sixth Avenue, nella zona vicino il Rockefeller Center.

Noi abbiamo comprato il biglietto combinato con il Top of the Rock.

L'arte moderna non fa proprio per me, quindi abbiamo fatto un giro veloce e siamo andati subito nelle sale che ci interessavano: "I tre musici" di Picasso, "La notte stellata" di Van Gogh, "Le Ninfee" di Monet e la "Marilyn" di Andy Warhol sono tra i quadri che mi sono piaciuti di più 😊

Rockefeller Center & Plaza

Usciti dal Moma ci siamo incamminati verso il Rockefeller Center & Plaza, avevamo scelto di salire alle 19.00 per vedere la città dall'alto sia durante il tramonto che in notturna, ed è stata una scelta azzeccatissima!

Voglio innanzitutto menzionare ciò che si presenta ai piedi di questo grattacielo: la Rockefeller Plaza.
Ogni film natalizio americano degno di questo nome ha girato almeno una scena in questa piazza, con l'alberone addobbato, la pista di pattinaggio e gli angeli d'oro davanti alla cascata! A settembre ovviamente non era ancora addobbata ma, sarà forse la mia suggestione, aveva qualcosa di magicamente natalizio.
Ecco, se dovessi tornare a New York, sarà sicuramente a dicembre!

Per arrivare in cima al Rockefeller Center bisogna prima passare al botteghino per validare il biglietto e poi dal metal detector; passeggiando tra le stanze con televisori e pannelli che descrivono la storia del grattacielo si arriva poi a prendere l'ascensore che ti spara al 67mo piano in un turbine di colori e musiche davvero suggestivo: vedere il video proiettatto sul soffitto e contemporaneamente sentire la spinta dell'ascensore è davvero sorprendente!

Una volta arrivati c'è un piano da cui godere del panorama attraverso dei pannelli di vetro, salendo più sopra i pannelli non ci sono più e senti l'aria frizzantina scompigliarti i capelli!

La vista è davvero fenomenale, non c'è che dire: il Central Park sembra piccolino a quell'altezza e si vede anche l'Empire State Building tutto illuminato!

Ma ecco, forse da lassù mi è parso chiaro ciò che non mi piace di New York in primis: troppo troppo cemento! Ok, il parco è enorme, ma sembra soffocare in mezzo a tutti quei grattacieli, così come l'East River, da lassù sembrava una lingua d'acqua...e non si vedeva il mare, solo grattacieli ed edifici! Assolutamente belli, luccicanti e tutto quello che volete, ma pur sempre edifici.

Bryant Park

Tornati con i piedi per terra, vagabondando alla ricerca di Times Square, ci siamo imbattuti in un piccolo parco tra la 40th e la 42nd streets che sembrava catapultato lì direttamente da Parigi: Bryant Park.

Questo parco ha un'atmosfera antica, romantica, con le sediie e i tavolini a disposizione di tutti, le fontane e le luci calde del caffè.

Ci siamo seduti a godere di quella pace per diverso tempo, era l'ultima sera e volevamo assaporare ogni momento di quel delizioso parco.

New York si o no?

Insomma, New York sì o no?

Nemmeno adesso che ho descritto tutto, rivisto le foto, ricordato le sensazioni...nemmeno adesso sono capace di schierarmi.

Ci sono dei luoghi che mi fanno battere il cuore: il Turtle Pond, il Ponte di Brooklyn, Bryant Park.

Altri che non mi suscitano alcuna emozione, e come avrete capito sono quelli più "cementosi": Times Square, Broadway, il World Trade Center (a parte la tristezza, s'intende).

Probabilmente vivere a Londra mi aveva già abituato all'enormità, ai megastore, alle tante luci di Piccadilly Circus, alle decine e decine di musei, ai grattacieli, ai milioni di persone. Vedere le stesse cose a New York non mi ha fatto impazzire, forse se fossi partita dall'Italia avrei avuto un impatto diverso.

Non ci andrei a vivere, non ci andrei in viaggio di nozze, ma forse a Natale sà, ci tornerei, per vederla da un altro punto di vista e magari con un'altra atmosfera.

firma di Flavia Iarlori
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Pro

  • tanti musei e arte disseminata per la citta'
  • metro aperta 24 h
  • la sensazione di immenso che ti danno alcuni luoghi
  • il tramonto a Brooklyn
  • il romanticismo di Central Park
  • la visuale mozzafiato dal Top of the Rock

Contro

  • sbalzi climatici nella metro
  • il monopolio di Starbucks
  • troppi fast food
  • la citta' e' molto cara
  • troppo cemento
  • mancia obbligatoria

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