Cosa vedere nei Quartieri Spagnoli di Napoli

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Aggiornamento: Aprile 2024

Sono lontani i tempi i cui i Quartieri Spagnoli di Napoli erano considerati zona pericolosa, malfamata e assolutamente da evitare.
Negli ultimi anni questa zona ha subito una vera e propria trasformazione, molto simile a quello che è successo al Rione Sanità. Numerosi bassi si sono convertiti in bar, trattorie e ristoranti tipici, gli Airbnb spopolano grazie alla posizione super centrale e le vie dei quartieri brulicano di turisti in ogni periodo dell'anno.
Persino i napoletani si stupiscono sempre di più del cambiamento in positivo che in Quartieri Spagnoli stanno avendo.

In questo post vi racconto cosa vedere ai Quartieri Spagnoli e da dove è nata la loro reputazione negativa.

Visita Guidata dei Quartieri Spagnoli

Per prima cosa vi raccomando di visitare i Quartieri Spagnoli accompagnati da una guida competente e specializzata in questa zona. Non perché bisogna necessariamente essere in compagnia, ma perché una guida locale che ha studiato la storia, la cultura e le tradizioni della città aggiungerà sicuramente un valore notevole alla vostra visita, che altrimenti si ridurrebbe ad una semplice passeggiata.

Anche questa volta ho preso il biglietto per la visita guidata attraverso Getyourguide.

Il tour dura due ore e costa €16 a persona, vi lascio il link per acquistare il biglietto ---> Napoli: tour a piedi dei Quartieri Spagnoli.

Oppure controllate la disponibilità qui:

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Un po' di storia

Quando parliamo di Quartieri Spagnoli ci riferiamo ai quartieri di San Ferdinando, Avvocata e Montecalvario, la zona a più alta densità abitativa della città e quella che si porta dietro diversi problemi, tra cui l'abbandono scolastico.

Durante il periodo della dominazione spagnola (parliamo del 1500) le truppe militari si stabilirono sulla collina che oggi ospita i Quartieri. La posizione era ideale, in primis perché vicina al Palazzo Reale, e poi perché, grazie alla pendenza della collina, i soldati riuscivano a sedare le rivolte popolari facendo colare olio bollente sulle strade.

Mentre i signori passeggiavano su Via Toledo, i militari nei Quartieri Spagnoli passavano il loro tempo libero tra prostitute e gioco d'azzardo: queste sono le radici della cattiva fama dei Quartieri.

Alla fine del 1800, con l'arrivo del colera, Napoli venne sventrata e ricostruita, gli edifici storici demoliti e sostituiti da quelli nuovi, con case sempre più alte.
Le strade dei Quartieri erano originariamente solo 6, poi si sono espanse verso la collina del Vomero inglobando giardini e conventi.

Mappa dei Quartieri Spagnoli

Via Sant'Anna di Palazzo

In Via Sant'Anna di Palazzo, all'angolo con Vico Sergente Maggiore, possiamo ammirare il murale della (nipote?*) della poetessa e rivoluzionaria Eleonora Pimentel Fonseca, creato sul muro della casa dove abitava con la famiglia.

Per la sua partecipazione alla Rivoluzione Paertenopea, il 17 agosto 1799, Eleonora fu condannata a morte per tradimento. La frase sul murale (*"forse un giorno gioverà ricordare queste cose") è stata la sua ultima prima di morire impiccata a Piazza Mercato.
*La ragazza raffigurata sul murale dovrebbe essere la nipote di Eleonora, perchè i ritratti della poetessa vennero distrutti.

Passeggiando per i vicoli dei quartieri si trovano le figure apotropaiche, delle maschere di diavolo dell'epoca barocca che servivano a tenere lontane le energie negative da luoghi ed edifici.

Un altro aspetto interessante riguarda la presenza massiccia di edicole votive, dei tempietti che accolgono statuine o immagini religiose. La Madonna del Carmine, la Madonna dell'Arco, Sant'Anna e Sant'Antonio sono i più pregati, a seguire anche il Patrono San Gennaro.
La nascita delle edicole votive fa sorridere. Facendo leva sulla grande devozione dei napoletani, e per evitare che i malviventi facessero rapine per le strade buie, nel 1700 vennero impiantate 300 immagini della Madonna. In questo modo i fedeli accendevano i lumi, si prendevano cura delle edicole e i quartieri venivano illuminati senza gravare sulle casse della corte.

Sebbene oggi non ci sia più necessita di lluminare le strade con i lumini, l'usanza si è comunque mantenuta e le edicole continuano ad essere curate, ornate e restaurate dalle singole famiglie che le custodiscono come una sorta di chiesetta personale.

Palazzo della Stamperia

In via Rosario di Palazzo 25 erge il cosiddetto Palazzo della Stamperia, un condominio con cortile al centro.
Nato come convento, diventato poi Stamperia Reale durante la dominazione Borbonica, sede oggi di abitazioni e B&B.

Palazzo Cattaneo-Barberini

In Via San Mattia 63 troviamo uno degli edifici civili meglio conservati dei Quatrieri Spagnoli, il Palazzo Cattaneo-Barberini - detto anche del Principe di Sannicandro.

Il palazzo ha origine nel 1600, rinnovato poi in veste neoclassica. Il suo nome deriva dall'acquirente, l'ottavo principe di Sannicandro Francesco Cattaneo. È un palazzo molto bello e ben tenuto, con un cortile interno che ricorda i patii spagnoli.

N.B. Il palazzo ad oggi è un condominio privato, quindi potreste trovare il portone chiuso. Noi siamo riusciti a vederne il cortile interno solo perché la nostra guida ha gentilmente chiesto ad uno dei condomini di poter entrare.

Le opere d'arte di Salvatore Iodice

In Vico Lungo Trinità degli Spagnoli troviamo delle frecce in legno colorate. Poi panchine realizzate con letti abbandonati e cestini dipinti. Si tratta del progetto Riciclarte di Salvatore Iodice, un falegname nato e cresciuto nei Quartieri Spagnoli.

Si può dire che Salvatore Iodice con il suo progetto abbia dato una notevole spinta alla rinascita Quartieri, coinvolgendo i ragazzi del quartiere per distrarli dalla strada ed evitare che si lascino coinvolgere in brutti giri.
Con loro realizza pezzi artistici da materiali trovati per strada: panchine, indicazioni, cestini, magneti, restaurazione di street art. I pezzi abbandonati vengono trasformati in opere d'arte, usando appunto l'arte per raggiungere scopi ancora più alti quali l'integrazione e la riabilitazione sociale.

Largo Maradona ai Quartieri Spagnoli

Religione e calcio vanno di pari passo a Napoli, e ormai tutto il mondo sa che i napoletani sono fedeli a San Gennaro quanto lo sono a Diego Armando Maradona.
Non c'è da stupirsi quindi, se insieme allo stadio intitolato al calciatore, ci sia anche una sorta di "santuario" di Maradona, un luogo di culto meta di pellegrinaggio di tifosi e curiosi.
Largo Diego Armando Maradona si trova in via Emanuele De Deo e presenta un grosso murale insieme a fotografie, maglie, sciarpe, bandiere e addirittura una vera e propria edicola votiva.

Murale "La Pudicizia" di Bosoletti

Nello stesso slargo troviamo il murale di Francisco Bosoletti, ispirato alla scultura La Pudicizia, che si trova nel museo-cappella Sansevero (dove c'è anche il Cristo Velato).

La gigantografia occupa la parete dell'edificio che si erge di fianco a quello di Maradona ed è stata realizzata con un gioco di bianco e nero che fa sì che le luci siano al posto delle ombre e viceversa. Fotografando l'opera e applicando un filtro negativo, si potrà ammirare tutta la sua bellezza.
Bosoletti non è nuovo a questo tipo di street art. Con la tecnica del negativo, l'artista spinge lo spettatore a guardare oltre, andare oltre l'apparenza. Un'altra opera d'arte realizzata con questa tecnica si trova in Via Fontanelle nel Rione Sanità, un'altra zona molto caratteristica che vi invito a visitare.

Qui trovate il mio articolo: Napoli, cosa visitare al Rione Sanità.

Vico Totò ai Quartieri Spagnoli

A due passi da Largo Maradona ci troviamo in Porta Carrese a Montecalvario, detta anche Vico Totò per la presenza massiccia di street art dedicata al Principe della Risata e ai suoi film.

Grazie alle opere di 20 artisti, ognuno con il proprio stile, questo vicolo è diventato quasi un museo a cielo aperto: frasi di film, fotografie, locandine, ritratti e caricature colorano la strada che si popola sempre più di turisti e fan dell'attore.

Largo Baracche

Porta Carrese a Montecalvario termina in una piazzetta nota come Largo Baracche.

L'area dove sorsero i Quartieri era un tempo coperta interamente da boschi. All'epoca della dominazione spagnola, la grande presenza di soldati soli invitò le donne delle campagne alla prostituzione, approfittando proprio dell'intimità creata dei boschi, soprattutto quello di gelsi.
Sebbene il bosco fosse un luogo ideale per l'incontro delle ragazze con le truppe, le macchie lasciate dai gelsi sulle uniformi dei soldati non lasciavano spazio ad alcun dubbio. Questa cosa non doveva accadere, il bosco venne quindi disboscato e le ragazze si spostarono in quella che è oggi Piazza Baracche, alzando appunto queste baracche per continuare a fare affari.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il Largo fu trasformato in un bunker da usare come rifugio antiaereo per gli abitanti dei Quartieri.
Questo spazio sotterraneo oggi ospita mostre temporanee di artisti emergenti e star internazionali. Uno degli ingressi dell’ex bunker è decorato con un murale di Bud Spencer e Sophia Loren intitolato “e scugnizz de Quartier“.

I bassi e il murale di Filomena Marturano

Passeggiando nei Quartieri Spagnoli, ma anche in altre zone come il Rione Sanità, è impossibile non notare la presenza massiccia dei cosiddetti "bassi".

I bassi nascono all'epoca degli Spagnoli dalla necessità di creare dei luoghi abitativi a stretto contatto con le attività commerciali. È così che i locali al pian terreno dei palazzi diventarono insieme casa e negozio, o come si usa dire a Napoli: "casa e puteca".
I bassi erano sempre i primi ad essere colpiti dalle epidemie di peste e colera e dai terremoti, quindi spesso venivano evacuati perché non idonei ad abitare, ma poi riaperti e rioccupati varie volte.

Oggi i bassi continuano ad essere abitati, in condizioni ben più decorose rispetto al passato, e molti sono stati trasformati in ristorantini o B&B.

I bassi hanno una sola apertura sulla strada, quindi le porte e le finestre di queste piccole case sono quasi sempre spalancate per far entrare un minimo di luce. Davanti ai bassi ci sono quasi sempre stendipanni, vasi e sedie piazzati strategicamente per evitare che le auto vengano parcheggiate proprio davanti l'ingresso.

In Vico San Liborio troviamo un murale di Sophia Loren che interpreta Filomena Marturano, il personaggio del celebre testo teatrale di Eduardo De Filippo. Il murale del volto di Sophia, insieme ad una targa e una pergamena disegnata che riporta una famosa frase di Filomena, si trova sul muro del palazzo dove visse la donna.

Mercato della Pignasecca

Il tour si conclude nel mercato della Pignasecca, una delle zone più folkloristiche, allegre e movimentate del centro storico di Napoli.

Il mercato prende il nome da una leggenda, secondo cui in questa zona c'era un fitto bosco di pini abitato da gazze ladre. Un giorno una gazza rubò l'anello al vescovo di Napoli, che era venuto nel bosco per ricongiungersi di nascosto con la sua perpetua. Il vescovo, per vendetta, scomunicò tutte le gazze. Dopo pochi giorni la pineta seccò e le gazze volarono via, lasciando quel luogo divenuto ormai arido e quindi conosciuto come "la Pignasecca".

Grazie alla stazione della metropolitana, della Cumana e della funicolare di Montesanto, oggi il quartiere della Pignasecca è perennemente popolato da persone che si riversano in zona per fare acquisti, andare a lavoro o per mangiare. La Pignasecca infatti è piena di bancarelle, negozi di abbigliamento, bar, alimentari e friggitorie. (A proposito di friggitoria, vi consiglio di fermarvi a mangiare un cuoppo di fritturine da Fiorenzano!).

Sulla parete di un edificio di Piazza Pignasecca compare un murale di David Vecchiato che ritrae il viso di un bambino, azzurro come il cielo. Si tratta del viso di Mattia Fagnoni, un bambino di poco più di 7 anni strappato via ai suoi genitori nel 2015 da una malattia rara. Il murale ha dato il via ad una raccolta fondi ed un calendario di eventi per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema delle malattie rare che colpiscono i bambini.

Il tour dei Quartieri Spagnoli si conclude qui, zona ottimale perché servita appunto da metropolitana, cumana e funicolare.
Dopo aver visitato i Quartieri potete andare a fare un po' di shopping nella vicina Via Toledo, riempirvi la pancia di street food oppure infilarvi nelle stradine strette del centro storico.

Vi rinnovo l'invito a visitare i Quartieri Spagnoli accompagnati da una guida. La nostra, oltre a raccontarci la storia della zona, ci ha anche spiegato da dove nascono alcuni modi di dire e come questi ultimi siano legati proprio ai Quartieri Spagnoli. Si tratta di aneddoti e piccole curiosità che, senza l'esperienza e la cultura di una guida, andrebbero persi.

Per controllare prezzi e disponibilità, cliccate qui ---> Napoli: tour a piedi dei Quartieri Spagnoli.

Q&A

I quartieri spagnoli sono pericolosi?
Nonostante la fama, i Quartieri Spagnoli non sono più pericolosi. La zona è ormai popolata a qualsiasi ora da turisti e persone del posto, ci sono tantissimi bar, ristoranti, trattorie e B&B che animano le stradine dei quartieri.

Come arrivare ai Quartieri Spagnoli dalla stazione centrale?
Dalla stazione centrale di Napoli (Piazza Garibaldi) prendete la metropolitana linea 1 in direzione Piscinola e scendete alla bellissima fermata di Toledo. Sono solo 2 fermate.
In alternativa, potete percorrere a piedi Corso Umberto I fino ad arrivare a Piazza Giovanni Bovio. Da lì prendete Via Armando Diaz fino a Via Toledo, dove potrete prendere qualunque vicolo per entrare nei Quartieri Spagnoli. In totale, a piedi, impiegherete poco più di 30 minuti.

Per cosa sono famosi i Quartieri Spagnoli?
Un tempo zona malfamata, i Quartieri Spagnoli hanno recentemente subito una radicale trasformazione attirando turisti da tutto il mondo che si accalcano nei particolari vicoli dei quartieri per ammirare edicole votive, antichi palazzi e street art (sopratutto la zona di Largo Maradona), i famosi panni stesi ad asciugare e per mangiare cibo napoletano nelle trattorie tipiche.

Perché i Quartieri Spagnoli si chiamano così?
I Quartieri Spagnoli prendono il loro nome dal periodo della dominazione spagnola (intorno al 1500), quando le truppe militari si stabilirono sulla collina che oggi ospita i Quartieri.

In che quartiere si trovano i Quartieri Spagnoli?
I Quartieri Spagnoli si estendono lungo i quartieri di San Ferdinando, Avvocata e Montecalvario.

È consigliato visitare i Quartieri Spagnoli con i bambini?
I Quartieri Spagnoli possono essere visitati con i bambini, ma dipende dall'età. Per la conformazione delle strade, per lo più in salita, strette e fatte di sanpietrini, non consiglio la visita con il passeggino, che potrebbe risultare faticosa. A seconda dell'età, i bambini potrebbero apprezzare la visita ai Quartieri Spagnoli, specialmente se accompagnati da una guida turistica che racconti storie e aneddoti divertenti.

Qui si possono acquistare i biglietti per la visita guidata dei Quartieri Spagnoli.

Cosa c’è nei Quartieri Spagnoli?
Trattorie tipiche napoletane, bassi, palazzi antichi, street art e chiese barocche.

Dove mangiare ai Quartieri Spagnoli?
I Quartieri Spagnoli di Napoli pullulano di street food, trattorie e ristoranti di cucina tipica napoletana. Da Nennella, Trattoria Speranzella, Trattoria Antica Capri, Trattoria Scialapopolo sono solo alcuni dei nomi dove mangiare piatti tipici nel cuore di Napoli.

Come arrivare ai Quartieri Spagnoli?
Le fermate più vicine sono: Montesanto (linea Cumana, linea Circumflegrea e metropolitana) e Toledo (metropolitana linea 1). I Quartieri si possono anche raggiungere a piedi dalla stazione centrale Piazza Garibaldi in circa 30 minuti.

Quanto tempo ci vuole per visitare i Quartieri Spagnoli?
Per la sola visita dei Quartieri Spagnoli impiegherete circa 2 ore. Aggiungete poi del tempo necessario per fermarvi a mangiare in una delle trattorie tipiche oppure per una sosta veloce al mercato di street food della Pignasecca.

Quanto distano i Quartieri Spagnoli dal porto di Napoli?
Dal Porto di Napoli (Molo Beverello) ci vogliono circa 20 minuti a piedi per raggiungere i Quartieri Spagnoli. Raggiungete Piazza Municipio, che si trova di fronte alla stazione marittima, e poi prendete Via Imbriani, che finisce su Via Toledo. Da lì prendete qualunque vicolo per entrare nei Quartieri Spagnoli.

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Se avete dubbi o domande, scrivetemi pure a: flavia.iarlori@outlook.com.

A presto!

firma di Flavia Iarlori
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