Napoli, cosa visitare al Rione Sanità

Mezza giornata
Dicembre 2017
qui c'e' una delle migliori pizzerie di Napoli!
Gratis!
Chiese, palazzi e strade antiche
Grandangolo consigliato
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Aggiornamento: Marzo 2022

Napoli ha tanto da offrire, ce lo siamo detti più volte. Ogni volta che torno scopro qualcosa di nuovo, che magari era lì da secoli ma io non ci avevo mai prestato attenzione.
È stato questo il caso del Rione Sanità, un quartiere per anni additato come pericoloso, malfamato, da evitare assolutamente. Mi è sempre stato detto: "Tieniti lontana dai Quartieri Spagnoli, dalla Sanità e da Forcella". E io l'ho fatto.
Ma forse la Sanità sta cambiando, si sta aprendo al turismo, sta mostrando la sua allegria, la sua arte e la sua storia.

Questa qui sopra è la passeggiata che si può fare in una mattinata nel Rione Sanità, mostrata su Google Maps: come vedete il tragitto non è lunghissimo, ma c'è da fermarsi tante volte ad osservare (e mangiare 😁 ).

Ma entriamo nei dettagli, scopriamo insieme qualche curiosità e cosa vedere al Rione Sanità.

Visita guidata del Rione Sanità

Per le mie visite in città d'arte mi piace avvalermi dei servizi delle guide turistiche, che con la loro esperienza, conoscenza e passione riescono a trasformare una passeggiata cittadina in una bellissima esperienza di arricchimento culturale e personale.

In questo lungo articolo vi racconterò cosa visitare al Rione Sanità in mezza giornata, ma vi consiglio caldamente di prenotare una visita guidata del Rione Sanità: una guida esperta vi accompagnerà in una passeggiata di 3 ore nel quartiere tra catacombe, chiese e palazzi storici, per soli 15€ a testa.
Per prenotare cliccate qui: visita guidata del Rione Sanità - il Miglio Sacro.

Perché si chiama Sanità?

Il rione fu edificato alla fine del 1500 in un vallone di campagna fuori le mura della città, usato come luogo di sepoltura. Il nome Sanità viene dalla salubrità della zona, dal momento che allora era incontaminata e sede di miracolose guarigioni che avvenivano nelle sue catacombe. Voce di popolo sostiene che il nome provenga anche dalle frequenti alluvioni causate dal torrente che scendeva da Capodimonte, purificando il rione.

Dove si trova il rione Sanità e come raggiungerlo?

Il rione Sanità, parte del quartiere Stella, si trova a nord del centro storico di Napoli, adiacente la collina di Capodimonte. Per arrivarci si può prendere la linea 1 della metropolitana e scendere alla fermata Museo, oppure la linea 2 e scendere alla fermata Cavour. O ancora, prendere la Cumana o la Circumflegrea e scendere a Montesanto: da lì sono 20 minuti a piedi.

La visita al rione parte dalla porta di San Gennaro.

Porta San Gennaro e mercato dei Vergini

La porta di San Gennaro sorge su via Foria, di fronte a piazza Cavour: era l’unico punto di accesso dal lato nord della città e l’unica che portasse alle catacombe del Santo. A differenza delle altre porte di Napoli, questa non ha i due torrioni laterali ma è circondata dai palazzi che gli sono stati costruiti intorno.

Attraversando la strada ci si immette in via Vergini, una strada allegra e festosa, ricca di negozietti e bancarelle del mercato, con i commercianti che si mettono in posa non appena vedono la macchina fotografica 😊 Il mercato è aperto tutti i giorni fino alle 20, la domenica fino ad ora di pranzo.

La Street Art della Sanità

Passeggiando non si può fare a meno di notare l'abbondante street art che colora i vicoli del rione: artisti ignoti ma anche ben conosciuti, come vi spiegherò piu' tardi.

Subito dopo la pizzeria Concettina ai 3 Santi, sulla sinistra della curva, c'è l'ingresso di un bel palazzo a pianta ottagonale e doppia scalinata a chiocciola. Era sede, un tempo, della scuola privata Alba; oggi ha funzione residenziale.

Palazzo Sanfelice

Subito dopo c'è l'ingresso del Palazzo Sanfelice, costruito dall’ architetto Ferdinando Sanfelice nel 1728 come abitazione propria ed ancora oggi destinata ad uso residenziale. La facciata è impressionante, fascinosamente decadente, marcata dalle aperture delle finestre decorate con stucchi e dalle caratteristiche scalinate ad ali di falco, che danno l'impressione che il palazzo stia crollando verso il centro.
Sulle scale all'ingresso gli scalini sono coperti da pietra di lavagna, in onore della moglie dell'architetto, originaria proprio di Lavagna (Liguria).

Curiosita': nel Palazzo Sanfelice sono state girate alcune scene di Gomorra 3. Nel palazzo, infatti, abita O' Stregone, l'anziano malavitoso che controlla le piazze di spaccio della Sanita'.

Piazza Sanità

Arriviamo poi in Piazza Sanita', tela perfetta per la street art di Tono Cruz e Francisco Bosoletti.
Proprio di fronte la Basilica, sulla facciata di un edificio abitativo, Cruz ha realizzato, in collaborazione con i bambini del quartiere, "Luce", un grande murales tondo che richiama proprio l'idea di un fascio di luce nel quale sono ritratti i volti dei bambini del rione, simbolo di speranza per il futuro per tutta la comunità.

Sulla facciata laterale della Basilica c'è invece "RESIS-TI-AMO”, realizzata dall'artista argentino Francisco Bosoletti. L'opera è ispirata ad una storia vera e raffigura due ragazzi napoletani che hanno superato una terribile malattia con le cure e l'amore. I due innamorati sono il simbolo della resistenza alla violenza, alle malattie e alle offese.

Basilica di S.Maria alla Sanità

La chiesa sorge al centro della piazza ed è stata eretta all' inizio del 1600 sulle catacombe di San Gaudioso.
La caratteristica che mi ha più colpito, che non avevo mai visto nelle altre chiese, è che il presbiterio è rialzato rispetto alla navata, raggiungibile attraverso una bella scalinata di marmo e sotto cui si sviluppa la cripta.

All'interno della Basilica c'è una statua di San Vincenzo, detto "O Munacone", che il quartiere ha eletto come proprio protettore. Fino al 1978 si teneva, ogni 5 Luglio, la festa della Sanità, detta anche "festa d'o munacone", a cui venivano invitati anche cantanti famosi. Quando poi la Camorra si è introdotta con richieste di pizzo, la festa è stata sospesa.
La Basilica è quindi conosciuta anche come "a Chiesa e San Vincenzo".

"Il Figlio Velato" - Basilica di San Severo fuori le mura

A pochi passi dalla Basilica di S.Maria alla Sanità troviamo un'altra Basilica che vale la pena visitare, quella di San Severo fuori le mura.

La chiesa si trova sulla catacomba di San Severo ed è stata restaurata recentemente, nel 2017, restituendo al pubblico e ai fedeli uno scrigno di tesori artistici quale la Cappella dei Bianchi.

Questa cappella conserva gli organi che Domenico Cimarosa ha suonato in giovanissima età, prima di diventare uno dei grandi rappresentanti della scuola musicale napoletana. Si possono ammirare anche opere del Barocco napoletano, come Sant'Anna di Luca Giordano.

Ma l'opera che più vi affascinerà è Il Figlio Velato, un gioiello aggiunto solo di recente al patrimonio artistico del rione.
Liberamente ispirato dal celeberrimo Cristo Velato, questa scultura è stata creata a New York da un unico blocco di marmo del Vermont. L'artista è il ciociaro Jago , "padre" anche del neonato che tutti abbiamo visto in Piazza Plebiscito nel 2021. Il figlio velato rappresenta il corpo senza vita di un bimbo migrante appena arrivato sulla spiaggia, come si vede dal sassolino vicino la mano e il pancino gonfio. Un'opera bellissima e commovente che ci parla di una delle tragedie dei nostri giorni.

Potrete vedere il Figlio Velato nella Cappella dei Bianchi della Basilica di San Severo fuori le mura fino al 21 Dicembre 2025, tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00.
Per maggiori informazioni visitate il sito catacombedinapoli.it.

Ponte della Sanità

Il Ponte della Sanità sovrasta il rione unendo due strade, Santa Teresa degli Scalzi e corso Amedeo di Savoia, e nacque dall’idea di un architetto napoletano di collegare la Reggia di Capodimonte alla città.
Un comodo ascensore permette agli abitanti del rione di salire sul ponte e quindi sulla parte alta della città. È interessante vedere come delle case siano state costruite proprio sotto il ponte!
Dopo due passi si incontra la sagoma di Totò, una delle tante installazioni dedicate all'attore che abbelliscono il suo quartiere natio.

Via Fontanelle

Francisco Bosoletti torna a colpire a pochi metri dal ponte della Sanità con l'opera che mi è piaciuta di più, "Speranza nascosta".
Il volto di un senzatetto è ritratto in negativo sul muro esterno della Onlus "La Tenda", un centro di accoglienza che fornisce riparo e cibo a più di 100 persone che hanno perso tutto, gli "invisibili" della società. L'opera è al contempo geniale e dalla forte sensibilità; il volto c'è ma non si vede: per riuscire a vedere il ritratto bisogna "convertire il negativo", avere la volontà di spingersi oltre l'apparenza. Ed è così che compaiono perfettamente tutti i tratti del volto, un viso palesemente segnato dalle difficoltà che un senzatetto vive quotidianamente.
Nella prima foto potete vedere l'immagine in negativo ed in positivo 😊

Camminate un altro pochino, tra graffiti, bassi e i panni stesi ad asciugare per strada: i bassi sono quelle case costruite al piano terra degli edifici, la cui unica apertura e fonte di luce è a livello della strada. Un tempo erano sgabuzzini o botteghe di falegnami ed artigiani.
Siete su via Fontanelle, che prende il nome dalle sorgenti e fonti d'acqua che caratterizzavano un tempo questa zona.

Cimitero delle Fontanelle

Arrivate quindi al Cimitero delle Fontanelle, uno dei luoghi più suggestivi del Rione Sanità e di tutta Napoli.
Impregnato di storia, fede, riti e leggende, il cimitero delle Fontanelle è un antico ossario scavato nella roccia di tufo della collina di Materdei.

Inizialmente era destinato a seppellire i corpi che non trovavano posto nelle sepolture delle chiese, poi le vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836. Il cimitero ad oggi accoglie circa 40.000 resti, ma pare che sotto terra vi siano compresse ossa per almeno quattro metri di profondità!

Il cimitero è famoso anche perché vi si è svolto, per tanti anni, un particolare rito, detto delle "anime pezzentelle". Il rito prevedeva l'adozione, in cambio di una grazia, di un cranio anonimo (la capuzzella) al quale corrispondeva un'anima abbandonata (detta perciò "pezzentella"). I fedeli sostenevano che l'identità delle anime, con il loro nome e la loro storia, veniva svelata loro in sogno. Le anime purganti avevano bisogno di cura ed attenzione, per questo i fedeli pulivano e lucidavano il cranio prescelto, lo adornavano con fazzoletti ricamati, cuscini e rosari. Se la grazia veniva concessa, il teschio veniva riposto in una scatola o una teca protettiva, sulla quale veniva scritto "per grazia ricevuta" con il nome del fedele; altrimenti veniva abbandonato e sostituito con un altro.

Abbiamo detto che la maggior parte dei teschi sono anonimi, ma ce ne sono anche alcuni diventati famosi e sui quali si narrano misteriose leggende.

Uno di questi appartiene a donna Concetta, conosciuta come "a capa che suda". Il cranio di donna Concetta è posto in una teca di vetro in una cavità sulla sinistra del cimitero e, a differenza degli altri, raccoglie meglio l'umidità: per questo sembra sudare, secondo i fedeli a causa delle fatiche e sofferenze a cui è sottoposta nell'aldilà.

Poco dopo, in un'altra cavità scarsamente illuminata sempre a sinistra, si innalza l'inquietante statua decapitata del Monacone San Vincenzo Ferreri, vestito con il tipico abito domenicano bianco e nero.

Per vedere il Monacone dovrete davvero impegnarvi, perché la vostra attenzione sarà sicuramente catturata dal Tribunale, l'antro illuminato di luce naturale con tre altissime croci. Secondo quanto si racconta da almeno un secolo, presso il Tribunale si riunivano i vertici della camorra antica per emettere le condanne a morte, eseguire giuramenti di sangue e altri riti di affiliazione.

Alla destra delle tre croci troverete un altro teschio ricoperto di fiori, rosari, monetine e candele: è quello del Capitano, sul quale si raccontano due versioni della stessa leggenda. Senza entrare troppo nei dettagli delle due versioni, pare che un giovane sposo avesse suscitato l'ira dell'anima del Capitano prendendosi gioco di lui, dicedogli di non aver paura di un morto ed invitandolo ironicamente al suo matrimonio. Fatto sta che il Capitano al matrimonio ci andò davvero, travestito da un personaggio scuro, silenzioso e severo, e rivelando la sua vera identità fece morire di paura la giovane coppia di sposi.

Scusate se mi sono dilungata, ma queste leggende sono così affascinanti! 😍

ATTENZIONE: a causa di lavori di adeguamento, il Cimitero delle Fontanelle è attualmente chiuso (Marzo 2022).

Pizzeria Concettina ai tre Santi

Uscendo dal cimitero delle Fontanelle si sarà fatta ora di pranzo. Tornando indietro in via Arena della Sanità potete fermarvi alla pizzeria Concettina ai tre Santi: in genere c'è sempre fila, considerate di lasciare il nome un paio di ore prima di pranzo così da avere un tavolo abbastanza velocemente. Quando poi assaggerete quella pizza realizzerete che sarebbe valsa la pena aspettare anche un'ora: è una delle migliori di Napoli! Soffice, leggera, con il cornicione alto ed arioso. Vi consiglio la pizza con il tarallo sbriciolato ed il cornicione ripieno di provola e salame: UNA GODURIA PAZZESCA!!!

L'insegna della pizzeria nomina Ciro Oliva, ma non vi spaventate: non è altro che il nipote di Concettina 😉
Inoltre, se riuscite a farvi spazio tra la gente o meglio ancora, se ci passate quando non c'è nessuno, noterete l'edicola votiva in cui ci sono i famosi tre Santi: San Vincenzo, Sant'Alfonso e Sant'Anna.

Totò

Usciti dalla pizzeria belli sazi, imboccate il vicolo che si apre proprio di fronte: via Santa Maria Antesaecula.
È qui che si trova la casa in cui, nel febbraio 1989, è nato il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò. Non potrete sbagliarvi: la casa è contraddistinta da un bellissimo ritratto disegnato da Fabio Borrelli, un noto e apprezzato disegnatore e tatuatore napoletano.

Palazzo dello Spagnuolo

Tornando verso l'inizio del Rione visitate l'ultimo palazzo, denominato “dello Spagnuolo” perché appartenuto ad una nobile famiglia spagnola nel XIX secolo: anche questo è attribuito a Ferdinando Sanfelice.
È molto simile al Palazzo Sanfelice, ma tenuto meglio: i colori sono più vivi, le porte degli appartamenti sono decorate con stucchi ed hanno ritratti a busto della famiglia proprietaria dell'appartamento.

La nostra bella passeggiata nel quartiere è finita. Potreste poi andare a fare due passi nel centro storico, di cui vi ho già parlato in questo articolo su cosa vedere a Napoli in un giorno.

Sono stata contenta e sollevata nel vedere gruppi di turisti, soli o accompagnati da guide, visitare il Rione Sanità, fotografarlo ed ascoltare le sue storie, rendendogli il giusto omaggio.
Sono stata contenta di aver avvertito una brezza di cambiamento e positività. D'altronde la Sanità è uno dei rioni di Napoli più ricchi di storia e tradizioni, luogo di arte e cultura, colmo di fede e speranza. Direi che se lo merita.😊

firma di Flavia Iarlori
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