In Giro Con Fluppa - Napoli, cosa visitare al Rione Sanita'

Napoli, cosa visitare al Rione Sanita'

Mezza giornata
Dicembre 2017
qui c'e' una delle migliori pizzerie di Napoli!
Gratis!
Chiese, palazzi e strade antiche
Grandangolo consigliato

Napoli ha tanto da offrire, ce lo siamo detti piu' volte. Ogni volta che torno scopro qualcosa di nuovo, che magari era li' da secoli ma io non ci avevo mai prestato attenzione.
E' stato questo il caso del rione Sanita', un quartiere per anni additato come pericoloso e da evitare assolutamente. Mi e' sempre stato detto: "Tieniti lontana dai Quartieri Spagnoli, dalla Sanita' e da Forcella". E io l'ho fatto.
Ma forse la Sanita' sta cambiando, si sta aprendo al turismo, sta mostrando la sua allegria, la sua arte e la sua storia.

Io sono stata fortunata, lo ammetto: il mio amico Fabio ha visitato la Sanita' piu' volte e mi ha portata a fare una interessantissima passeggiata raccontandomi un sacco di storie, leggende e aneddoti che circondano questo quartiere. Ne ha anche scritto un bell'articolo sul suo blog di viaggi.

Questa qui sopra e' la passeggiata che abbiamo fatto in una mattinata, mostrata su Google Maps: come vedete il tragitto non e' lunghissimo, ma c'e' da fermarsi tante volte ad osservare (e mangiare 😁 ).

Ma entriamo nei dettagli.

Perche' si chiama Sanita'?

Il rione fu edificato alla fine del 1500 in un vallone di campagna fuori le mura della citta', usato come luogo di sepoltura. Il nome Sanita' viene dalla salubrita' della zona, dal momento che allora era incontaminata e sede di miracolose guarigioni che avvenivano nelle sue catacombe. Voce di popolo sostiene che il nome provenga anche dalle frequenti alluvioni causate dal torrente che scendeva da Capodimonte, purificando il rione.

Dove si trova il rione Sanita' e come raggiungerlo?

Il rione Sanita', parte del quartiere Stella, si trova a nord del centro storico di Napoli, adiacente la collina di Capodimonte. Per arrivarci si puo' prendere la linea 1 della metropolitana e scendere alla fermata Museo, oppure la linea 2 e scendere alla fermata Cavour. O ancora, come abbiamo fatto noi, prendere la Cumana o la Circumflegrea e scendere a Montesanto: da li' c'e' da camminare 20 minuti a piedi (ma noi volevamo mangiare una graffa a Montesanto, questa e' un'altra storia 😁).

La visita al rione parte dalla porta di San Gennaro.

Porta San Gennaro e mercato dei Vergini

La porta di San Gennaro sorge su via Foria, di fronte a piazza Cavour: era l’unico punto di accesso dal lato nord della città e l’unica che portasse alle catacombe del Santo. A differenza delle altre porte di Napoli, questa non ha i due torrioni laterali ma e' circondata dai palazzi che gli sono stati costruiti intorno.

Attraversando la strada ci si immette in via Vergini, una strada allegra e festosa, ricca di negozietti e bancarelle del mercato, con i commercianti che si mettono in posa non appena vedono la macchina fotografica 😊 Il mercato e' aperto tutti i giorni fino alle 20, la domenica fino ad ora di pranzo.

La Street Art della Sanita'

Passeggiando non si puo' fare a meno di notare l'abbondante street art che colora i vicoli del rione: artisti ignoti ma anche ben conosciuti, come vi spieghero' piu' tardi.

Subito dopo la pizzeria Concettina ai 3 Santi, sulla sinistra della curva, c'e' l'ingresso di un bel palazzo a pianta ottagonale e doppia scalinata a chiocciola. Era sede, un tempo, della scuola privata Alba; oggi ha funzione residenziale.

Palazzo Sanfelice

Subito dopo c'e' l'ingresso del Palazzo Sanfelice, costruito dall’ architetto Ferdinando Sanfelice nel 1728 come abitazione propria ed ancora oggi destinata ad uso residenziale. La facciata e' impressionante, fascinosamente decadente, marcata dalle aperture delle finestre decorate con stucchi e dalle caratteristiche scalinate ad ali di falco, che danno l'impressione che il palazzo stia crollando verso il centro.
Sulle scale all'ingresso gli scalini sono coperti da pietra di lavagna, in onore della moglie dell'architetto, originaria proprio di Lavagna (Liguria).

Curiosita': nel Palazzo Sanfelice sono state girate alcune scene di Gomorra 3. Nel palazzo, infatti, abita O' Stregone, l'anziano malavitoso che controlla le piazze di spaccio della Sanita'.

Piazza Sanita'

Arriviamo poi in Piazza Sanita', tela perfetta per la street art di Tono Cruz e Francisco Bosoletti.
Proprio di fronte la Basilica, sulla facciata di un edificio abitativo, Cruz ha realizzato, in collaborazione con i bambini del quartiere, "Luce", un grande murales tondo che richiama proprio l'idea di un fascio di luce nel quale sono ritratti i volti dei bambini del rione, simbolo di speranza per il futuro per tutta la comunità.

Sulla facciata laterale della Basilica c'e' invece "RESIS-TI-AMO”, realizzata dall'artista argentino Francisco Bosoletti. L'opera e' ispirata ad una storia vera e raffigura due ragazzi napoletani che hanno superato una terribile malattia con le cure e l'amore. I due innamorati sono il simbolo della resistenza alla violenza, alle malattie e alle offese.

Basilica di S.Maria alla Sanita'

La chiesa sorge al centro della piazza ed è stata eretta all' inizio del 1600 sulle catacombe di San Gaudioso.
La caratteristica che mi ha piu' colpito, che non avevo mai visto nelle altre chiese, e' che il presbiterio e' rialzato rispetto alla navata, raggiungibile attraverso una bella scalinata di marmo e sotto cui si sviluppa la cripta.

All'interno della Basilica c'e' una statua di San Vincenzo, detto "O Munacone", che il quartiere ha eletto come proprio protettore. Fino al 1978 si teneva, ogni 5 Luglio, la festa della Sanita', detta anche "festa d'o munacone", a cui venivano invitati anche cantanti famosi. Quando poi la Camorra si e' introdotta con richieste di pizzo, la festa e' stata sospesa.
La Basilica e' quindi conosciuta anche come "a Chiesa e San Vincenzo".

Ponte della Sanita'

Il Ponte della Sanità sovrasta il rione unendo due strade, Santa Teresa degli Scalzi e corso Amedeo di Savoia, e nacque dall’idea di un architetto napoletano di collegare la Reggia di Capodimonte alla città.
Un comodo ascensore permette agli abitanti del rione di salire sul ponte e quindi sulla parte alta della citta'. E' interessante vedere come delle case siano state costruite proprio sotto il ponte!
Dopo due passi si incontra la sagoma di Toto', una delle tante installazioni dedicate all'attore che abbelliscono il suo quartiere natio.

Via Fontanelle

Francisco Bosoletti torna a colpire a pochi metri dal ponte della Sanita' con l'opera che mi e' piaciuta di piu' in questa visita al rione, "Speranza nascosta".
Il volto di un senzatetto e' ritratto in negativo sul muro esterno della Onlus "La Tenda", un centro di accoglienza che fornisce riparo e cibo a piu' di 100 persone che hanno perso tutto, gli "invisibili" della societa'. L'opera e' al contempo geniale e dalla forte sensibilita'; il volto c'e' ma non si vede: per riuscire a vedere il ritratto bisogna "convertire il negativo", avere la volonta' di spingersi oltre l'apparenza. Ed e' cosi' che compaiono perfettamente tutti i tratti del volto, un viso palesemente segnato dalle difficolta' che un senzatetto vive quotidianamente.
Nella prima foto potete vedere l'immagine in negativo ed in positivo 😊

Camminiamo un altro pochino, tra graffiti, bassi e i panni stesi ad asciugare per strada: i bassi sono quelle case costruite al piano terra degli edifici, la cui unica apertura e fonte di luce e' a livello della strada. Un tempo erano sgabuzzini o botteghe di falegnami ed artigiani.
Siamo su via Fontanelle, che prende il nome dalle sorgenti e fonti d'acqua che caratterizzavano un tempo questa zona.

Cimitero delle Fontanelle

Arriviamo quindi al Cimitero delle Fontanelle, uno dei luoghi piu' suggestivi del Rione Sanita' e di tutta Napoli.
Impregnato di storia, fede, riti e leggende, il cimitero delle Fontanelle è un antico ossario scavato nella roccia di tufo della collina di Materdei.

Inizialmente era destinato a seppellire i corpi che non trovavano posto nelle sepolture delle chiese, poi le vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836. Il cimitero ad oggi accoglie circa 40.000 resti, ma pare che sotto terra vi siano compresse ossa per almeno quattro metri di profondità!

Il cimitero è famoso anche perché vi si e' svolto, per tanti anni, un particolare rito, detto delle "anime pezzentelle". Il rito prevedeva l'adozione, in cambio di una grazia, di un cranio anonimo (la capuzzella) al quale corrispondeva un'anima abbandonata (detta perciò "pezzentella"). I fedeli sostenevano che l'identita' delle anime, con il loro nome e la loro storia, veniva svelata loro in sogno. Le anime purganti avevano bisogno di cura ed attenzione, per questo i fedeli pulivano e lucidavano il cranio prescelto, lo adornavano con fazzoletti ricamati, cuscini e rosari. Se la grazia veniva concessa, il teschio veniva riposto in una scatola o una teca protettiva, sulla quale veniva scritto "per grazia ricevuta" e il nome del fedele; altrimenti veniva abbandonato e sostituito con un altro.

Abbiamo detto che la maggior parte dei teschi sono anonimi, ma ce ne sono anche alcuni diventati famosi e sui quali si narrano misteriose leggende.

Uno di questi appartiene a donna Concetta, conosciuta come "a capa che suda". Il cranio di donna Concetta e' posto in una teca di vetro in una cavita' sulla sinistra del cimitero e, a differenza degli altri, raccoglie meglio l'umidita': per questo sembra sudare, secondo i fedeli a causa delle fatiche e sofferenze a cui e' sottoposta nell'aldila'.

Poco dopo, in un'altra cavità scarsamente illuminata sempre a sinistra, si innalza l'inquietante statua decapitata del Monacone San Vincenzo Ferreri, vestito con il tipico abito domenicano bianco e nero.

Per vedere il Monacone dovrete davvero impegnarvi, perche' la vostra attenzione sara' sicuramente catturata dal Tribunale, l'antro illuminato di luce naturale con tre altissime croci. Secondo quanto si racconta da almeno un secolo, presso il Tribunale si riunivano i vertici della camorra antica per emettere le condanne a morte, eseguire giuramenti di sangue e altri riti di affiliazione.

Alla destra delle tre croci troverete un altro teschio ricoperto di fiori, rosari, monetine e candele: e' quello del Capitano, sul quale si raccontano due versioni della stessa leggenda. Senza entrare troppo nei dettagli delle due versioni, altrimenti il post non finisce piu', pare che un giovane sposo avesse suscitato l'ira dell'anima del Capitano prendendosi gioco di lui, dicedogli di non aver paura di un morto ed invitandolo ironicamente al suo matrimonio. Fatto sta che il Capitano al matrimonio ci ando' davvero, travestito da un personaggio scuro, silenzioso e severo, e rivelando la sua vera identita' fece morire di paura la giovane coppia di sposi.

Scusate se mi sono dilungata, ma queste leggende sono cosi' affascinanti! 😍

Pizzeria Concettina ai tre Santi

Siamo usciti dal cimitero delle Fontanelle alle 13, giusto in orario di pranzo. Siamo quindi tornati indietro in via Arena della Sanita' per fermarci alla pizzeria Concettina ai tre Santi: la folla che aspettava di entrare era bella grossa, per fortuna avevamo lasciato il nome due ore prima e siamo riusciti ad avere un tavolo aspettando solo una ventina di minuti.
Quando poi ho assaggiato quella pizza ho realizzato che sarebbe valsa la pena aspettare anche un'ora: e' una delle migliori di Napoli! Soffice, leggera, con il cornicione alto ed arioso. Ho preso una classica margherita ed assaggiato una fetta di quella di Fabio, con il tarallo sbriciolato sopra ed il cornicione ripieno di provola e salame: UNA GODURIA PAZZESCA!!!

L'insegna della pizzeria nomina Ciro Oliva, ma non vi spaventate: non e' altro che il nipote di Concettina 😉
Inoltre, se riuscite a farvi spazio tra la gente o meglio ancora, se ci passate quando non c'e' nessuno, noterete l'edicola votiva in cui ci sono i famosi tre Santi: San Vincenzo, Sant'Alfonso e Sant'Anna.

Toto'

Usciti dalla pizzeria belli sazi, abbiamo imboccato il vicolo che si apre proprio di fronte: via Santa Maria Antesaecula.
E' qui che si trova la casa in cui, nel febbraio 1989, e' nato il Principe Antonio De Curtis, in arte Toto'. Non potrete sbagliarvi: la casa e' contraddistinta da un bellissimo ritratto disegnato da Fabio Borrelli, un noto e apprezzato disegnatore e tatuatore napoletano.

Palazzo dello Spagnuolo

Tornando verso l'inizio del Rione visitiamo l'ultimo palazzo, denominato “dello Spagnolo” perché appartenuto ad una nobile famiglia spagnola nel XIX secolo: anche questo e' attribuito a Ferdinando Sanfelice.
E' molto simile al Palazzo Sanfelice, ma tenuto meglio: i colori sono piu' vivi, le porte degli appartamenti sono decorate con stucchi ed hanno ritratti a busto della famiglia proprietaria dell'appartamento.

La nostra bella passeggiata nel quartiere era finita. Siamo poi andati a fare due passi nel centro storico, di cui vi ho gia' parlato in questo articolo.

Sono stata contenta e sollevata nel vedere gruppi di turisti, soli o accompagnati da guide, visitare il Rione Sanita', fotografarlo ed ascoltare le sue storie, rendendogli il giusto omaggio.
Sono stata contenta di aver avvertito una brezza di cambiamento e positivita'. D'altronde la Sanità e' uno dei rioni di Napoli più ricchi di storia e tradizioni, luogo di arte e cultura, colmo di fede e speranza. Direi che se lo merita.😊

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