La mattina dopo la sveglia è suonata presto, come al solito. Ma questa volta, a differenza delle altre, c'era un mix fortissimo di emozione e preoccupazione per via di quelle nuvole basse e minacciose che avvolgevano completamente le cime delle montagne. Il terrore di essere arrivati fino a lì per poi trovare solo un muro bianco ci ha sfiorati tutti, ma la nostra guida ci ha caricati subito: bisogna essere positivi e avere fiducia che il cielo si aprirà.
Siamo scesi in strada per metterci in coda per il bus: ore 7 del mattino e in fila ci saranno state trecento persone con il biglietto in mano. Anche noi lo avevamo già acquistato, proprio per evitare di perdere tempo la mattina. La nostra scelta è stata di fare il biglietto del bus per la sola andata, lasciandoci la discesa a piedi per il rientro.
Il bus è partito arrampicandosi per quasi due chilometri lungo una serie di tornanti stretti, con la strada scavata sulla roccia a strapiombo sul nulla. Per evitare capogiri meglio non guardare troppo fuori dal finestrino! Durante la salita, però, abbiamo iniziato a intravedere qualche squarcio di blu in mezzo alla foschia: un sospiro di sollievo collettivo.
Arrivati all'ingresso del sito ci siamo trovati di fronte a una marea di persone. L'accesso avviene a scaglioni in piccoli gruppi, ognuno al seguito della propria guida. La nostra guida, Sandra, si è rivelata una miniera di informazioni e segreti millenari. Mentre affrontavamo la serie di gradini ripidi per salire verso la parte alta del sito, Sandra faceva soste strategiche frequenti per raccontarci la storia del posto. Soste pensate sia per far scorrere il flusso dei visitatori, sia per dare il tempo al sole di scaldare l'aria e fare alzare la nebbia.
E, come se avesse calcolato tutto al millimetro, Sandra ci ha condotti al punto panoramico principale nell'esatto momento in cui le nuvole si sono diradate, svelando Machu Picchu in tutta la sua maestosa bellezza!
È stata un'emozione travolgente. Ritrovarsi finalmente lì, davanti a una delle sette meraviglie del mondo moderno dopo averla sognata per anni, lascia letteralmente senza parole! Intorno a noi è calato un silenzio quasi sacrale, interrotto solo dai respiri affannati per la salita e dall'emozione tangibile di tutto il gruppo.
Un luogo incredibile, iniziato a costruire a metà del '400 e portato avanti per circa un secolo, senza però essere mai stato del tutto completato prima del suo improvviso abbandono. Abitata all'epoca da circa 1.200 persone tra saggi, nobili e la servitù che li assisteva, la cittadella è rimasta poi inghiottita e nascosta dalla fitta vegetazione per secoli, fino a quando non venne riscoperta quasi per caso nel 1911: ben 9 ettari di meraviglia suddivisi tra terrazzamenti agricoli e abitazioni in pietra.
Poi, passati i primi minuti di contemplazione, la mente razionale riprende il sopravvento e parte la domanda spontanea: io ci sono arrivata prendendo un aereo, un treno, un bus su tornanti asfaltati, salendo scalinate in pietra con uno zaino leggerissimo sulle spalle e arrivando comunque con il fiatone. Ma gli Inca, intorno al 1450 — più di seicento anni fa — come diavolo hanno fatto a costruire una cittadella di queste dimensioni e con questa precisione chirurgica lassù in cima???
Un paio di link utili per prenotare da soli la vostra visita a Machu Picchu:
Autobus tra Machu Picchu e Aguas Calientes, andata e ritorno - €20 a persona
Bus a/r con visita guidata di Machu Picchu - €27 a persona (senza biglietti d'ingresso)
Nota: il biglietto d'ingresso a Machu Picchu va acquistato attraverso il sito ufficiale machupicchu.gob.pe oppure nelle agenzie ad Aguas Calientes.
Finita la visita guidata tra le rovine, abbiamo iniziato la discesa a piedi verso Aguas Calientes. Devo essere del tutto onesta: è stata faticosissima!
La montagna è ripidissima e i gradini in pietra sconnessi mettono a dura prova le ginocchia a ogni singolo passo. Una volta terminata la discesa vera e propria lungo i tornanti nel bosco, la fatica non è finita: per tornare in centro ad Aguas Calientes bisogna percorrere altri due chilometri a piedi seguendo il corso del fiume. In totale ci abbiamo impiegato circa un'ora e mezza. I paesaggi attorno sono bellissimi e immersi nella natura, ma la stanchezza accumulata nei giorni precedenti si fa sentire tutta. Se potessi tornare indietro, non avrei dubbi: comprerei il biglietto del bus anche per la discesa!