Itinerario del Perù in 2 settimane: cosa vedere, i rischi dell'altitudine e la realtà del viaggio

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2 settimane
Giugno-Luglio 2023
volo costoso, alloggi cibo e attività economici

Il Perù è stato per anni un sogno chiuso nel cassetto. Un viaggio desiderato, pianificato mentalmente mille volte, ma sempre rimandato: molto lontano, costoso, impegnativo dal punto di vista fisico e logistico e, non parlando spagnolo, per me non esattamente la meta più immediata da organizzare in autonomia.
Per la prima volta nella mia vita di viaggiatrice, quindi, pur di realizzare il mio sogno ho fatto una scelta diversa: rinunciare al controllo totale a cui sono abituata, partire da sola e unirmi a un gruppo organizzato tramite WeRoad.

Quello che troverete in questo articolo è l'itinerario completo di due settimane, con tutte le informazioni pratiche su cosa vedere da Lima a Machu Picchu, passando per Arequipa, il lago Titicaca e le montagne colorate, dove dormire e come muoversi. Ma è anche un racconto privo di filtri patinati, in cui le mie emozioni nude e crude potrebbero farvi passare la voglia di partire😅.

Ma devo assolutamente fare una premessa: la percezione di un viaggio è profondamente personale. Nel mio gruppo c'erano ragazzi che hanno affrontato i ritmi serrati e l'altitudine con una naturalezza invidiabile, godendosi ogni singolo istante. Per me, complici una forma fisica non ottimale in quel momento, il mal d'altitudine che mi ha colpita duramente, la stanchezza accumulata tra sveglie all'alba e infiniti chilometri in bus, e la forte nostalgia di casa, il Perù si è rivelato una prova di resistenza fisica ed emotiva.

Non è assolutamente una bocciatura del Paese, che custodisce luoghi di una bellezza magnetica, ma la testimonianza sincera di come io ho vissuto due settimane intense sulle Ande, per aiutarvi a capire se questo tipo di itinerario e di ritmo sia davvero adatto a voi.

Cominciamo!

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Itinerario di due settimane in Perù con mappa

Questa è la mappa con tutti i punti che abbiamo toccato nel nostro viaggio di due settimane in Perù, e di seguito l'itinerario giorno per giorno:

Giorno 1-2: arrivo a Lima, pernottamento.
Giorno 3: visita guidata del Paracas National Park, giro in motoscafo alle isole Ballestas, deserto di Huacachina con giro in buggy. Bus notturno per Arequipa.
Giorno 4: visita guidata di Arequipa, pernottamento.
Giorno 5: visita guidata della Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca, Chivay, pernottamento.
Giorno 6: arrivo al Lago Titicaca, sistemazione in homestay con famiglie locali, attività e pernottamento.
Giorno 7: visita alle Islas de Los Uros e Isla Taquile sul Lago Titicaca, ritorno su terraferma e viaggio fino a Sicuani (sosta solo per dormire).
Giorno 8: trekking sulle montagne colorate di Palccoyo, Cusco, pernottamento.
Giorno 9: visita guidata di Cusco, pernottamento.
Giorno 10: visita guidata della Valle Sacra degli Incas, Ollantaytambo, arrivo ad Aguas Calientes con treno, pernottamento.
Giorno 11: salita sul Machu Picchu con visita guidata, ritorno a Cusco, pernottamento.
Giorno 12: volo per Lima, pernottamento.
Giorno 13: visita guidata di Lima, pernottamento.
Giorno 14: volo di rientro a casa.

Come vi ho accennato all'inizio, questo viaggio è stato completamente organizzato da WeRoad, quindi per ogni tappa avevamo una guida locale ed un minivan per gli spostamenti.
Partire con un gruppo organizzato è sicuramente molto più semplice a livello logistico ed organizzativo, d'altronde bisogna solo preparare lo zaino e partire! Ma se per qualsiasi motivo l'idea non vi piace, nei prossimi paragrafi vi proporrò delle alternative per quanto riguarda guide, hotel e spostamenti.

ATTENZIONE: questo itinerario, seppur faticoso e abbastanza sbrigativo, ha fatto in modo che potessimo abituarci al'altitudine piano piano. Da Lima, che essendo sul mare si trova ad altitudine zero, siamo saliti giorno dopo giorno sempre più in alto fino ai 5000 mt di Palccoyo, per poi riscendere ai 3400 mt di Cusco. Non fate questo itinerario al contrario. Se dal livello del mare di Lima prendete un aereo diretto a Cusco, potreste avere problemi di salute per l'altitudine.

Volo per il Perù

Montagne del Perù viste dall'aereo

Montagne del Perù viste dall'aereo

Un consiglio pratico prima ancora di preparare lo zaino: se volate su Lima facendo scalo a Madrid, considerate almeno tre ore di margine.

Dall’Italia o dal Regno Unito non ci sono voli diretti per il Perù. Ognuno dei ragazzi del mio gruppo è partito da un aeroporto diverso e a orari differenti, facendo scalo chi ad Amsterdam e chi a Madrid. Io partivo da Londra con Iberia e avevo la coincidenza a Madrid Barajas. Sulla carta i tempi ci stavano, ma il mio primo volo ha accumulato un’ora e mezza di ritardo 😥.

Madrid è un aeroporto davvero gigante e muoversi da un terminal all'altro richiede tempo. Quando sono atterrata ho iniziato una corsa contro il tempo che ricordavo solo nei film: corridoi infiniti, tapis roulant che non andavano mai abbastanza veloci, il fiato corto. Sono arrivata davanti al gate per Lima 15 minuti prima dell’orario di decollo, ma le hostess mi hanno guardata e scosso la testa: portellone chiuso, non si sale.

Lì per lì mi è crollato il mondo addosso, anche perché significava perdere il primo giorno di viaggio e l'incontro con il gruppo a Lima. La mia fortuna è stata avere un biglietto unico gestito interamente da Iberia. Mi sono quindi messa in coda al banco assistenza di Iberia che mi ha riprotetta sul volo della mattina seguente e mi ha dato i voucher per l'hotel, la colazione e la navetta. Così ho passato la mia prima notte di viaggio in un albergo a Madrid, aggiornando la chat di gruppo per avvisare che li avrei raggiunti a Lima con un giorno di ritardo.

Lima

Dopo la notte forzata a Madrid, sono arrivata a Lima giusto in tempo per raggiungere il gruppo direttamente a cena. Ad aspettarmi in aeroporto c'era un taxi organizzato dalla nostra coordinatrice, in alternativa potete prenotarlo tranquillamente on line:

Navetta fra l'aeroporto e il vostro hotel a Lima - €5 a persona

Abbiamo cenato alla Cevichería Barra Maretazo, proprio dietro l'angolo rispetto al nostro b&b. Un ristorante di cucina peruviana, piccolo ma moderno e molto carino, abbiamo mangiato bene e speso il giusto quindi lo consiglio. Ho preso il lomo saltado, striscioline di filetto di manzo con cipolle rosse, pomodori e spezie, servite insieme a patatine fritte e riso bianco, e una birra, pagando 61 soles (circa €15).

Il tempo di fare le prime presentazioni, scambiare due parole e siamo andati subito a dormire: ad attenderci c'era la prima vera alzataccia del viaggio.

Sia la prima notte che l'ultima abbiamo dormito al b&b El Patio Miraflores. Carino e in buona posizione a Miraflores, con colazione inclusa.

controllate qui i prezzi di El Patio Miraflores

Isole Ballestas

Il Candelabro di Paracas
Leone marino alle isole Ballestas
Pinguino alle isole Ballestas
Uccelli marini alle isole Ballestas
Leoni marini giocano alle isole Ballestas

Il Candelabro di Paracas

Il giorno dopo, la sveglia è suonata nel pieno della notte e alle 4 del mattino il van con la guida era già davanti all'hotel per prenderci. Per ottimizzare i tempi, il b&b ci ha preparato un piccolo box con la colazione da asporto da mangiare durante il tragitto. Dopo tre ore e mezza siamo arrivati a Paracas, dove ci siamo concessi un caffè rapido al molo.

Da lì ci siamo imbarcati su un motoscafo per l'escursione alle isole Ballestas, durata complessivamente un paio d'ore. È importante sapere che durante la visita non sono previsti attracchi: si rimane sempre a bordo dell'imbarcazione a distanza di sicurezza per non disturbare la fauna locale. L'escursione vale assolutamente la pena perché permette di avvistare tantissimi leoni marini adagiati sulle rocce, pinguini di Humboldt e immense colonie di uccelli marini.

Lungo il tragitto in barca, prima di raggiungere le isole vere e proprie, ci siamo fermati ad ammirare il Candelabro di Paracas: un gigantesco geoglifo stilizzato inciso sul fianco di una collina di sabbia. È una figura enigmatica di cui non si conoscono con certezza né gli autori né l'epoca esatta di realizzazione, anche se la sua esistenza è documentata a partire dal 1863.

Se volete organizzare questa escursione in autonomia con partenza da Lima, ho trovato questa opzione che include anche l'oasi di Huacachina:

Da Lima: escursione a Ica e Huacachina + Isole Ballestas - €58 a persona

Altrimenti potete prendere il bus Cruz del sur da Lima a Paracas oppure ad Ica, prevedere un pernottamento in una di queste due città e da qui prenotare il tour:

Da Paracas: escursione alle isole Ballestas - €28 a persona oppure
Da Paracas: Isole Ballestas e Riserva Nazionale - €27 a persona

Riserva Nazionale di Paracas

L'Oceano Pacifico si infrange sulle scogliere della Riserva Nazionale di Paracas
Catedral della Riserva Nazionale di Paracas
Uccelli marini alla Riserva Nazionale di Paracas
Riserva Nazionale di Paracas
Scogliere della Riserva Nazionale di Paracas
Spiaggia rossa alla Riserva Nazionale di Paracas
Fluppa alla Riserva Nazionale di Paracas

L'Oceano Pacifico si infrange sulle scogliere della Riserva Nazionale di Paracas

Completato il giro in motoscafo, la nostra guida ci ha fatti risalire sul van per addentrarci nella vera e propria Reserva Nacional de Paracas.
Qui il paesaggio cambia drasticamente: ci siamo ritrovati immersi in un contrasto cromatico quasi irreale, con spiagge di sabbia rossa e imponenti scogliere color senape che cadono a picco nelle acque furiose e gelide dell'oceano Pacifico.

Uno dei punti più iconici della riserva è il mirador della "Catedral", una spettacolare formazione rocciosa modellata nel corso dei secoli dall'erosione del vento e delle onde. Quella che vediamo oggi è però solo una parte dell'opera originale. Il margine occidentale del Sud America è infatti una delle regioni sismiche più attive al mondo, dovuta alla convergenza delle placche tettoniche dove la placca oceanica di Nazca scivola continuamente sotto quella continentale sudamericana. Questa pressione accumulata genera periodici e violenti terremoti. Nel 2007, un fortissimo sisma di magnitudo 8.0 con epicentro proprio al largo di Paracas ha fatto crollare l'arco principale della "Catedral", stravolgendone per sempre la silhouette.

La riserva custodisce anche un patrimonio paleontologico degno di nota. Camminando in alcune zone autorizzate o visitando i punti di osservazione dedicati, è possibile scorgere giacimenti di fossili marini risalenti a oltre 36 milioni di anni fa.

Per prenotare in autonomia la visita alle isole Ballestas e alla Riserva Nazionale di Paracas, cliccate qui:

Paracas: Isole Ballestas e Riserva Nazionale - €27 a persona

Huacachina

Oasi di Huacachina vista dala cima delle dune
Barchette all'oasi di Huacachina
Specchio d'acqua dell'oasi di Huacachina
Specchio d'acqua dell'oasi di Huacachina
Dune di sabbia del deserto di Huacachina
Fluppa sul buggy a Huacachina
Buggy sulle dune del deserto di Huacachina

Oasi di Huacachina vista dala cima delle dune

Terminata la visita alla riserva, ci siamo diretti verso l'Oasi di Huacachina, un luogo che sembra letteralmente spuntare dal nulla: un piccolo specchio d'acqua naturale circondato da una vegetazione lussureggiante, stretto nell'abbraccio di dune di sabbia dorata tra le più alte del Sud America.

Appena arrivati abbiamo pranzato al Restaurant Rest Moron (affacciato proprio sull'acqua), prima di fare una passeggiata attorno al lago per scattare una marea di foto. L'oasi ha un'origine affascinante: la leggenda locale narra che sia nata dalle lacrime di una principessa inca che piangeva la perdita del suo amato, trasformatasi poi in una sirena che ancora oggi vivrebbe nelle sue acque. Dal punto di vista geologico, invece, si tratta di una laguna naturale alimentata da correnti sotterranee, anche se negli ultimi decenni, a causa dell'aumento del turismo e del consumo idrico nella vicina città di Ica, il livello dell'acqua viene integrato artificialmente per preservare questo delicatissimo ecosistema.

Nel pomeriggio è arrivato il momento del tour delle dune in buggy: l'esperienza è condita da una bella scarica di adrenalina mista a terrore puro! Il nostro driver ha guidato sulle dune come se fossimo sulle montagne russe, salendo a picco e buttandosi giù in discese ripidissime tra le urla di tutti noi a bordo.

Il premio per aver dato fondo al coraggio è stato il finale di giornata. Siamo rimasti sulle dune fino al tramonto, scalando a piedi le creste di sabbia per goderci la vista dell'oasi dall'alto, con la luce calda della sera che tingeva tutto di arancione prima di lasciare spazio al buio.

Da Lima: escursione a Ica e Huacachina + Isole Ballestas - €58 a persona

Bus notturno da Ica ad Arequipa

Bus notturno Cruz del Sur

Bus notturno Cruz del Sur

Finiti i giri a Huacachina, il van ci ha scortati fino a Ica. Qui abbiamo fatto una tappa veloce in un minimarket per prendere qualcosa da mangiare per cena e ci siamo diretti subito alla stazione dei bus: ad attenderci c'era il bus notturno per Arequipa, che avrebbe percorso un tratto della leggendaria Panamericana.

Abbiamo viaggiato con la compagnia Cruz del Sur , una delle migliori e più affidabili del Paese per le lunghe percorrenze. Un dettaglio utile da sapere quando si prenota è che sul loro sito si può scegliere tra diverse tipologie di seduta, più o meno spaziose e con fasce di prezzo differenti (più o meno tra i €27 e i €50 a persona): noi abbiamo viaggiato sui sedili di categoria "Evolution".

La sicurezza è presa molto sul serio: prima di imbarcarsi in stazione ci sono controlli accurati con il metal detector e la verifica del passaporto. Il bus è a due piani, dotato di aria condizionata, bagni a bordo, luci individuali e sedili reclinabili fino a 160 gradi. Il viaggio dura circa 13 ore ma, vuoi per i sedili decisamente comodi, vuoi per la stanchezza infinita accumulata fin dai primi giorni, devo dire che si dorme sorprendentemente bene. Siamo arrivati alle 7 del mattino ad Arequipa riposati quel tanto che bastava per affrontare la giornata.

Se state pianificando l'itinerario e volete evitare il van o ottimizzare i costi, ricordate che Cruz del Sur è un'ottima soluzione da valutare anche per coprire la prima tratta da Lima a Paracas.

Arequipa

Collage di foto del mercato di Arequipa
Signora con alpaca ad Arequi[a
Monasterio de Santa Catalina de Siena - Arequipa
Monasterio de Santa Catalina de Siena - Arequipa
Monasterio de Santa Catalina de Siena - Arequipa
Collage Monasterio de Santa Catalina de Siena - Arequipa
Iglesia de La Compañía De Jesus - Arequipa
Claustros de La Compañía - Arequipa

Collage di foto del mercato di Arequipa

Arrivati ad Arequipa alle 7 del mattino, la prima tappa è stata La casa de Margott: un hotel economico, davvero carino e in una posizione strategica a pochissimi passi a piedi dal centro storico. La location è perfetta per passeggiare avanti e indietro tra le visite e l'hotel senza stancarsi. Ci siamo fermati solo per una notte, ma mi sarebbe piaciuto rimanere di più: sia perché Arequipa merita davvero una visita più approfondita, sia per avere il tempo di riposare e permettere al corpo di acclimatarsi con più calma.

controllate qui i prezzi de La casa de Margott

Giusto il tempo di fare una doccia e riorganizzare gli zaini ed è arrivata la nostra guida locale per un tour a piedi dei punti salienti della città.

Arequipa è posizionata a circa 2.300 metri d'altezza ed è sovrastata da vulcani maestosi come il Misti. Il suo centro storico, Patrimonio UNESCO, è famoso come la "Ciudad Blanca" per via degli edifici costruiti in sillar, una pietra vulcanica immacolata che le dà una luce unica.

Avere una guida locale qui fa tutta la differenza del mondo. Alla prima vera tappa in quota eravamo tutti un po' spaventati dai possibili sintomi del soroche (il mal d'altitudine), ma la guida ci ha subito tranquillizzati, spiegandoci come gestire il corpo nei giorni a venire senza ricorrere ai farmaci, ma usando buon senso, idratazione costante e rimedi naturali locali.

La giornata è corsa via veloce tra storia e sapori locali:

  • Mercado San Camilo: immersione totale nei colori e nei profumi locali, dove abbiamo assaggiato frutti esotici buonissimi come la chirimoya e la pitahaya.

  • Pranzo: una sosta rapida da La Lucha Sanguchería Criolla per assaggiare i loro famosi panini tradizionali.

  • Claustros de La Compañía: uno splendido esempio di architettura barocca in sillar con rilievi scolpiti meravigliosi.

  • Monasterio de Santa Catalina de Siena: una vera e propria città nella città, con le sue pareti accese di blu cobalto e rosso ciliegia, i chiostri fioriti e i vicoli silenziosi dove le monache di clausura hanno vissuto per secoli. Qui ho scattato circa un milione di fotografie 😆

  • Cena: abbiamo chiuso la giornata allo Zig Zag Restaurant, famoso per le sue carni cotte su pietra vulcanica (qui abbiamo mangiato davvero bene!).

Arequipa è stata la mia città preferita di tutto il viaggio: bellissima, vivace e fondamentale per iniziare ad abituare gradualmente il corpo all'altitudine prima di salire ancora più in alto.

Vi lascio di seguito qualche link utile per programmare la vostra visita ad Arequipa in autonomia:

Free tour di Arequipa

Visita guidata di Arequipa e del Monastero di Santa Caterina - €25 a persona

Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca

Alba a Patahuasy, 4.080 metri d'altitudine, -10°C
Lama e Alpaca nella Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca
Lago ghiacciato nella Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca
Vicuna nella Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca
Vulcani fumanti nella Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca
Donna che vende abbigliamento in lana di alpaca per strada - Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca
Condor in volo nel Colca Canyon
"Tiered Garden Overlook", antiche coltivazioni a gradoni d'epoca incaica
Io che prendo in braccio un baby alpaca a Maca
Signora che vende gelati sulla strada per il Colca Canyon

Alba a Patahuasy, 4.080 metri d'altitudine, -10°C

Lasciata Arequipa, come da tradizione prima dell'alba, ci siamo messi in marcia tra montagne e riserve naturali. La giornata aveva un obiettivo pratico fondamentale: iniziare il primo vero impatto con le quote elevate che avrebbero caratterizzerato i giorni seguenti.

La prima sosta è stata a Patahuasy, a 4.080 metri d'altitudine, accolti da un freddo pungente a -10°C! Il premio per la levataccia è stato veder sorgere il sole che tingeva di rosa e arancione le cime dei vulcani sacri.
Per combattere il gelo e dare una mano all'ossigenazione abbiamo provato l'Inka tea, un infuso locale potente a base di foglie di coca, muña e chachacoma (un'erba medicinale delle Ande): il sapore è buono e tonificante, anche se ho dovuto metterci parecchio zucchero per farlo andar giù 😆

Risaliti in van, abbiamo attraversato la Reserva Nacional de Salinas y Aguada Blanca, un altopiano sconfinato dove lama, alpaca e snelle vicuña pascolano in totale libertà tra i corsi d'acqua e i laghi ghiacciati.

La scalata è proseguita fino al punto più alto del tragitto: il Mirador de Patapampa (noto anche come Mirador de los Volcanes), a quota 4.900 metri nella Valle del Colca. Da lassù si domina la Cordigliera delle Ande e si riesce a scorgere l'attività di un vulcano fumante in lontananza. È un luogo d'impatto, ma l'aria rarefatta inizia a farsi sentire a ogni singolo passo. Qui stavamo ancora tutti abbastanza bene, a parte qualche leggero mal di testa.

Dalle vette siamo poi scesi attorno ai 3.700 metri per addentrarci nel Colca Canyon. È qui che si assiste allo spettacolo dei condor andini che sfruttano le correnti termiche per planare sul canyon. La nostra guida ci ha insegnato un trucco semplice per riconoscerne l'età: i condor più giovani hanno il piumaggio marrone, mentre gli esemplari adulti sfoggiano il caratteristico piumaggio bianco e nero con il collare piumato.
Nel canyon abbiamo fatto anche un breve trekking di circa 40 minuti per abituarci a camminare in quota, il che si è rivelato una bella passeggiata alla portata di tutti.

Lungo la strada verso Chivay, dove avremmo passato la notte, ci siamo fermati per una tappa fotografica in un punto che su Google Maps troverete come "Tiered Garden Overlook", una terrazza naturale che domina le antiche coltivazioni a gradoni d'epoca incaica; in seguito, sosta per sgranchire le gambe nel paesino di Maca, dove ho vissuto uno dei momenti più dolci della giornata quando ho incontrato una signora locale con un baby alpaca dal pelo sofficissimo!

Un dettaglio fondamentale per chi visita questa zona riguarda l'escursione termica: gli sbalzi di temperatura sono estremi, si passa dal gelo pungente dell'alba alle ore centrali della giornata dove il sole picchia forte e si sta tranquillamente in t-shirt!

Qui un paio di link per organizzare in autonomia le escursioni:

Escursione da Arequipa al Canyon del Colca con arrivo a Puno in un giorno - €49 a persona

oppure

Tour di 2 giorni nella Valle del Colca senza alloggio - €35 a persona

Questo secondo tour è così composto:
Giorno 1: Arequipa – Riserva de Salinas y Aguada Blanca – Chivay;
Giorno 2: Chivay – Cruz del Cóndor – ritorno ad Arequipa oppure arrivo a Puno.

Vi consiglio il secondo, perché vi concede più tempo per riposarvi e per abituarvi all'altitudine (noi infatti abbiamo fatto un giro molto simile a questo qui).

Chivay

Terme naturali Aguas Termales AguaVerde, Chivay

Terme naturali Aguas Termales AguaVerde, Chivay

Siamo arrivati in tardo pomeriggio a Chivay, a circa 3.600 metri di altitudine. Ci siamo sistemati velocemente all'Hotel Colca Inn, una struttura davvero basica: non fa proprio schifo, ma col senno di poi vi consiglierei di cercare altro. In camera faceva un freddo tremendo e gli unici punti di calore erano dei radiatori elettrici portatili; avremmo voluto lasciarli accesi mentre andavamo alle terme per ritrovare la stanza calda, ma non ci sembravano per niente sicuri da lasciare incustoditi, quindi abbiamo preferito spegnere tutto per evitare rischi.

Poco dopo, il nostro autista ci ha portati a stemperare il gelo alle terme naturali Aguas Termales AguaVerde.

Si tratta di vasche all'aperto alimentate da sorgenti termali di origine vulcanica, ricche di minerali come zolfo, calcio e ferro, note per le loro proprietà rilassanti per i muscoli e benefiche per la pelle. Immergersi in un'acqua a 38°C mentre fuori l'aria di montagna si fa sempre più fredda è stato un vero toccasana, soprattutto dopo tutto il gelo accumulato durante la giornata tra i valichi in quota.

Per cena siamo andati al El Balcón de Don Zacarías Restaurant, dove abbiamo mangiato a buffet assistendo a uno spettacolo di musica e danze folcloristiche locali.

La stanchezza accumulata tra sveglie notturne e chilometri in bus cominciava a farsi sentire, ma a Chivay ce la siamo cavata ancora bene, soprattutto perché eravamo carichissimi in vista delle prossime tappe che sarebbero state le più emozionanti del viaggio.

Lago Titicaca

Collage Islas de Los Uros, Titicaca
Islas de Los Uros
Collage isola di Taquile, Titicaca

Collage Islas de Los Uros, Titicaca

Da Chivay ci siamo diretti verso Puno per imbarcarci sul Lago Titicaca, il lago navigabile più alto al mondo! Da lì, un traghetto ci ha portati in circa mezz'ora nella comunità rurale di Luquina per un'esperienza di homestay di poco meno di 24 ore.

Divisi a coppie o piccoli gruppi tra le varie famiglie locali, siamo stati accolti nelle loro case porta a porta. Abbiamo portato in dono cibo per la dispensa e piccoli regali per i bambini, condividendo con loro il pranzo in cucina e aiutandoli nel pomeriggio nelle attività quotidiane, come la raccolta delle fave e il rientro delle pecore nell'ovile.

A questo punto del viaggio, però, l'altitudine e l'accumulo di stanchezza hanno presentato il conto: l'aria rarefatta dei 3.800 metri del lago, sommata ai 4.900 sfiorati il giorno prima, si è trasformata in un mal di testa fisso e una sensazione di malessere generale. Nel pomeriggio ho dovuto alzare bandiera bianca e sono crollata addormentata sul letto.

La sera ci siamo riuniti di nuovo con la famiglia per cena, festeggiando il quinto compleanno della piccola Gaby. In quel momento la corazza si è rotta: sedersi a tavola con una famiglia come la mia, con una bimba poco più grande di mia figlia, mi ha fatto crollare ed è salito un attimo di forte vulnerabilità e nostalgia di casa, tra le lacrime che non sono riuscita a trattenere. In questo momento è stato bello e importante avere dei compagni di viaggio che mi hanno consolata e fatto tornare il sorriso.
Più tardi le famiglie ci hanno vestiti con i loro abiti tradizionali e insegnato le loro danze tipiche, facendoci passare una serata divertente tra musica e danze.

La notte a Luquina è stata una prova di resistenza al gelo. Le abitazioni non hanno riscaldamento né acqua calda, ma mettono a disposizione pesantissime coperte in lana di alpaca. Lo dico senza problemi: niente doccia per quella sera e notte passata a dormire con tutti i vestiti addosso per schermarmi dal freddo 😅

Il giorno dopo la sveglia è arrivata all'alba con il raglio degli asini. La mamma di casa era già ai fornelli a preparare frittelle calde per colazione, che abbiamo divorato. Salutate le famiglie, la barca ci ha portati verso le ultime due tappe sul lago:

  • Islas de Los Uros: isole artificiali galleggianti dove il presidente della comunità ci ha spiegato come vengono costruite e mantenute queste piattaforme di totora (la canna del lago) e come si svolge la vita quotidiana delle famiglie sopra di esse. Qui, per pochi soles, potrete farvi stampare il passaporto con il timbro delle isole di Uros! (nota: non tutti i Paesi sono contenti di vedere un timbro non ufficiale su un passaporto, quindi per evitare futuri problemi, io ho fatto timbrare il mio passaporto vecchio).

  • l'isola di Taquile: qui abbiamo assistito ad altri balli tradizionali e pranzato al Restaurante Los Angeles de Moisés Mamani, un punto panoramico incredibile dove abbiamo mangiato un'ottima trota fresca grigliata con vista sul lago. Anche qui ci siamo fatti timbrare il passaporto 😊

Nel pomeriggio siamo rientrati in traghetto sulla terraferma a Puno, pronti a ritrovare il nostro van.

Se state organizzando in autonomia e alloggiate a Puno, a questo link potete prenotare l'escursione alle isole con pick up in hotel:

Escursione alle Isole degli Uros e Taquile da Puno - €30 a persona

Se la vostra prossima meta è Cusco, considerate di nuovo il bus della compagnia Cruz del Sur.

Sosta notturna a Sicuani

Il tragitto da Puno fino alla montagna colorata di Palccoyo era decisamente troppo lungo per essere coperto in un'unica giornata (si parla di circa 6 ore di strada). Per spezzare il viaggio ed evitare una mazzata unica, abbiamo fatto una sosta notturna a Sicuani, presso il Wilkamayu Hotel (davvero molto carino, consigliato!)

Montagne colorate di Palccoyo

Palccoyo montagne colorate
Palccoyo montagne colorate
Coppia di alpaca a Palccoyo
Palccoyo montagne colorate
Alpaca a Palccoyo
Fluppa con due alpaca a Pallcoyo

Palccoyo montagne colorate

Il mattino seguente ennesima sveglia all'alba, colazione al sacco e circa due ore di van per arrivare a destinazione: alle 8 del mattino eravamo già ai piedi di Palccoyo.

Spoiler: ce l'ho fatta! Ho raggiunto il punto che mi spaventava di più in assoluto di tutto l'itinerario in Perù! Palccoyo è una delle montagne arcobaleno del Paese e si trova a ben 5.000 metri d'altitudine.

Sulla carta la passeggiata non sembra proibitiva: dal parcheggio al punto panoramico ci sono circa 3 km con un dislivello di soli 400 metri. Ma a 5.000 metri la fisica cambia le regole del gioco e anche pochissimi metri di dislivello pesano come macigni. Bastano pochi passi lenti per farti venire un fiatone incredibile. Il contesto meteo poi non aiuta: durante la nostra estate lì fa un freddo pungente, ma il sole picchia fortissimo e l'ossigeno scarseggia. Il mio trekking si è svolto così: camminavo per non più di 60 secondi, mi dovevo sedere per riprendere fiato, e poi ripartire quasi subito perché fermarsi troppo significava iniziare a tremare di freddo.

Ci abbiamo impiegato circa 3 ore tra andata e ritorno, facendo costanti soste per respirare e scattare foto a un paesaggio surreale. La caratteristica colorazione delle striature è dovuta alla presenza e all'ossidazione di diversi minerali stratificati nei secoli: ferro per il rosso, zolfo per il giallo, rame per le sfumature verdi.

Mentre noi faticavamo a ogni metro, attorno a noi scorrazzavano decine di alpaca inseguiti dai loro pastori, che si muovevano con una disinvoltura disarmante. Come fanno a vivere a queste quote senza soffrire? La risposta della guida è stata semplicissima: ci sono nati. Il loro corpo si è adattato nel corso generazionale sviluppando polmoni più grandi e una concentrazione maggiore di globuli rossi nel sangue. Nel frattempo, la nostra guida continuava a spronarci offrendoci foglie di coca da masticare e caramelle alla coca per aiutarci a tenere duro.

Alla fine ci siamo arrivati tutti: stremati, svuotati di energie, ma felicissimi davanti a quella meraviglia colorata.

Per organizzare il trekking alle montagne colorate in autonomia, potete prenotare questa escursione da Cusco:

Trekking a Palccoyo da Cusco - €34 a persona

Il conto finale, però, è arrivato subito dopo. Il tempo di risalire sul bus e sono crollata in un sonno profondo per tutto il tragitto. Arrivata di pomeriggio in hotel, a Cusco, la sorpresa: 39°C di febbre. Il fisico, debilitato dallo sforzo prolungato, dall'escursione termica e dalla carenza d'ossigeno, aveva deciso di chiedere il conto.

Ma ragazzi non spaventatevi e non vi fate scoraggiare dalla mia esperienza! L'altitudine picchia in modo diverso, alcuni sentono gli effetti dell'aria rarefatta mentre altri non sentono alcuna differenza. Se il vostro sogno è vedere quelle montagne, realizzatelo. In fondo al post vi lascio alcuni consigli per prepararvi e i rimedi per il mal d'altura.

Cusco

Cusco
Strada di Cusco
Mamma e bimbo nel mercato di San Pedro, Cusco
Magnete di Cusco
Collage di foto del mercato di San Pedro, Cusco

Cusco

Come ho accennato prima, a Cusco ho dovuto alzare la bandiera bianca e ascoltare il mio corpo.
Arrivati in città mi sono fermata del tutto. Mentre i miei compagni di viaggio sono usciti per esplorare il centro nel pomeriggio e per la cena, io sono rimasta a riposare in camera. Purtroppo mi sono persa la visita guidata di Cusco, ma in quel momento la salute e il recupero delle energie venivano prima di qualsiasi tappa dell'itinerario.

Col senno di poi ho fatto benissimo, visto che la mattina dopo mi sono svegliata come nuova e la febbre era completamente passata. Cusco si trova a circa 3.400 metri d'altitudine: scendere dai 5.000 metri di Palccoyo e concedermi un pomeriggio e una notte intera di sonno profondo hanno permesso al mio fisico di riequilibrarsi.

Abbiamo trascorso due notti all'Usgar San Pedro Boutique: una struttura molto carina, centralissima e con una colazione calda e abbondante che mi ha restituito subito le forze.
Un altro dettaglio logistico comodissimo per chi viaggia zaino in spalla: abbiamo approfittato di una lavanderia vicino all'hotel per fare il bucato (14 soles in contanti, circa €3). Lasciati i panni sporchi al mattino, ce li hanno riportati puliti e profumati direttamente in struttura.

controllate qui i prezzi dell'Usgar San Pedro Boutique

Ristabilita al 100%, mi sono goduta le meraviglie di Cusco:

  • Mercado Central de San Pedro: progettato all'inizio del '900 (si dice con il contributo dello studio di Gustave Eiffel), è il cuore pulsante della vita quotidiana cittadina da oltre cent'anni. È il posto perfetto sia per immergersi tra i banchi di spezie, formaggi e prodotti locali, sia per fare uno shopping sfrenato di souvenir, artigianato e prodotti in lana d'alpaca a prezzi ottimi.

  • Barrio de San Blas: il quartiere degli artisti e degli artigiani, famoso per le sue stradine acciottolate strette e ripide, le case bianche con le porte e le finestre blu cobalto e un'atmosfera bohémien autentica. Perdersi tra le sue botteghe storiche è un must.

  • Plaza de Armas: il centro nevralgico della città fin dai tempi dell'Impero Inca, quando si chiamava Huacaypata. Oggi è dominata dalla maestosa Cattedrale di Cusco e dalla Iglesia de la Compañía de Jesús, incorniciate dai portici coloniali e dalle montagne circostanti.

Qui vi lascio un paio di link per prenotare tour gratuiti di Cusco:

free tour di Cusco
free tour serale di Cusco

Cusco mi è piaciuta tantissimo, ci avrei trascorso volentieri un giorno in più. Non scorderò mai l'escursione termica: di mattina 1°C, di pomeriggio 20°C! Ho fatto uno screenshot all'app del meteo perché se lo avessi raccontato non mi avrebbero creduta!

Valle Sacra degli Incas

Collage immagini di Chinchero
Saline di Maras
Fluppa alle saline di Maras
Famiglia raccoglie il sale alle Saline di Maras
Ollantaytambo
Sito archeologico di Ollantaytambo

Collage immagini di Chinchero

Il giorno seguente ci siamo messi in marcia verso la Valle Sacra degli Incas, una zona di una bellezza enigmatica e ricchissima di storia.

La prima sosta è stata a Chinchero, dove abbiamo visitato il Centro Textil URPI. Qui le donne della comunità mostrano l'intero processo artigianale di lavorazione della lana di alpaca e vigogna: dal lavaggio con radici naturali, alla tintura ottenuta usando solo ingredienti botanici e minerali (come la cocciniglia per il rosso o il mais per il viola), fino alla filatura e tessitura a mano. Delle vere e proprie artiste!
Dopo la dimostrazione abbiamo fatto una passeggiata tra i mercatini locali e raggiunto l'Antigua Plaza de Chinchero, da cui si ammirano gli antichi terrazzamenti incaici: impressionante pensare che vengono usati ancora oggi, dopo secoli, per la coltivazione di patate, quinoa e fave.

Mangiato un paio di empanadas al volo come snack, ci siamo diretti verso le Saline di Maras, un impatto visivo pazzesco che per geometria e colori mi ha ricordato molto le concerie di Fès in Marocco. Più di 3.000 vasche a gradoni, ognuna gestita da una singola famiglia locale, vengono riempite dall'acqua ipersalina che sgorga a circa 32°C da una fonte sotterranea formatasi durante il sollevamento delle Ande, circa 110 milioni di anni fa. Con l'evaporazione del sole, il sale viene raccolto a mano esattamente come si faceva in epoca pre-incaica.

Ci siamo poi spostati nel sito archeologico di Moray, famoso per i suoi enormi terrazzamenti circolari concentrici che ricordano dei veri e propri anfiteatri romani. La loro conformazione, unita alla diversa profondità e all'orientamento rispetto al sole, creava un'escursione termica fino a 15°C tra la cima e il fondo, generando microclimi differenti. Gli Inca usavano Moray per testare e acclimatare diverse varietà di patate e mais.

A chiudere il tour della Valle Sacra siamo arrivati ad Ollantaytambo, la tappa più visitata e famosa. Questa cittadina conserva ancora l'impianto urbanistico incaico originale ed è dominata da una gigantesca fortezza arroccata sulla montagna, che per secoli è stata un centro religioso, militare e amministrativo di primaria importanza.

Link per prenotare autonomamente l'escursione alla Valle Sacra degli Incas:

Da Cusco: escursione a Chinchero, Moray e le saline di Maras - €13 a persona

Aguas Calientes

Aguas Caliente
Machu Picchu train
Cena all'Inca Wasi Restaurant di Aguas Caliente
Cocktail Pisco Sour

Aguas Caliente

Da Ollantaytambo ci siamo diretti in stazione per prendere il treno verso Aguas Calientes (conosciuta anche come Machupicchu Pueblo), il centro abitato arroccato ai piedi della famosa cittadella inca. L'attesa della partenza è volata via grazie a un gruppo di ragazzi del posto che, in abiti tradizionali, hanno allietato i passeggeri cantando e ballando.

Abbiamo viaggiato a bordo del Machu Picchu Train: un tragitto di un'ora e mezza che costeggia il corso del fiume tagliando in mezzo a montagne altissime e strette. Il treno ha ampie vetrate panoramiche che proseguono fin sul tetto, permettendo di godersi a pieno la vista sul paesaggio che cambia man mano che ci si avvicina alla selva.
Siamo arrivati ad Aguas Calientes verso le 18: qui si percepisce subito la vicinanza con il bacino amazzonico, l'aria cambia di netto e si iniziano a sentire il calore e la forte umidità.

Informazione importante riguardo i bagagli: chi pernotta ad Aguas Calientes può portare a bordo del treno solo uno zainetto piccolo con lo stretto necessario per la notte e la visita del giorno dopo. Lo zaino grande o la valigia principale si lasciano custoditi nell'hotel di Cusco (dove comunque si fa ritorno a fine escursione), viaggiando leggeri solo con un cambio.

Arrivati in serata, abbiamo posato le nostre cose in struttura e siamo usciti subito per cena.
L'hotel dove abbiamo dormito era decisamente di qualità discutibile; oggi non risulta più né su Booking né su Google Maps (probabilmente ha chiuso i battenti, il che conferma le mie impressioni dell'epoca), ma ad Aguas Calientes c'è una scelta enorme di B&B e hotel, quindi il consiglio è di cercare tranquillamente un'altra sistemazione.

Per la cena abbiamo optato per l'Inca Wasi Restaurant, un ristorante degno di questo nome: finalmente un pasto completo, seduti, dopo giornate passate a mangiare snack al volo o pranzi frugali durante i trasferimenti. È un locale ampio, moderno, con un servizio curato e un cibo ottimo.
Abbiamo chiuso la serata celebrando l'imminente salita al Machu Picchu con il nostro primo vero Pisco Sour, i punti più faticosi erano ormai alle nostre spalle.

qui potete prenotare il treno da Ollantaytambo a Machu Picchu

oppure potete prenotare il treno da Cusco ad Aguas Calientes (e ritorno) direttamente sul sito incarail.com

Machu Picchu

Machu Picchu
Fluppa a Machu Picchu
Machu Picchu
Machu Picchu

Machu Picchu

La mattina dopo la sveglia è suonata presto, come al solito. Ma questa volta, a differenza delle altre, c'era un mix fortissimo di emozione e preoccupazione per via di quelle nuvole basse e minacciose che avvolgevano completamente le cime delle montagne. Il terrore di essere arrivati fino a lì per poi trovare solo un muro bianco ci ha sfiorati tutti, ma la nostra guida ci ha caricati subito: bisogna essere positivi e avere fiducia che il cielo si aprirà.

Siamo scesi in strada per metterci in coda per il bus: ore 7 del mattino e in fila ci saranno state trecento persone con il biglietto in mano. Anche noi lo avevamo già acquistato, proprio per evitare di perdere tempo la mattina. La nostra scelta è stata di fare il biglietto del bus per la sola andata, lasciandoci la discesa a piedi per il rientro.

Il bus è partito arrampicandosi per quasi due chilometri lungo una serie di tornanti stretti, con la strada scavata sulla roccia a strapiombo sul nulla. Per evitare capogiri meglio non guardare troppo fuori dal finestrino! Durante la salita, però, abbiamo iniziato a intravedere qualche squarcio di blu in mezzo alla foschia: un sospiro di sollievo collettivo.

Arrivati all'ingresso del sito ci siamo trovati di fronte a una marea di persone. L'accesso avviene a scaglioni in piccoli gruppi, ognuno al seguito della propria guida. La nostra guida, Sandra, si è rivelata una miniera di informazioni e segreti millenari. Mentre affrontavamo la serie di gradini ripidi per salire verso la parte alta del sito, Sandra faceva soste strategiche frequenti per raccontarci la storia del posto. Soste pensate sia per far scorrere il flusso dei visitatori, sia per dare il tempo al sole di scaldare l'aria e fare alzare la nebbia.

E, come se avesse calcolato tutto al millimetro, Sandra ci ha condotti al punto panoramico principale nell'esatto momento in cui le nuvole si sono diradate, svelando Machu Picchu in tutta la sua maestosa bellezza!

È stata un'emozione travolgente. Ritrovarsi finalmente lì, davanti a una delle sette meraviglie del mondo moderno dopo averla sognata per anni, lascia letteralmente senza parole! Intorno a noi è calato un silenzio quasi sacrale, interrotto solo dai respiri affannati per la salita e dall'emozione tangibile di tutto il gruppo.

Un luogo incredibile, iniziato a costruire a metà del '400 e portato avanti per circa un secolo, senza però essere mai stato del tutto completato prima del suo improvviso abbandono. Abitata all'epoca da circa 1.200 persone tra saggi, nobili e la servitù che li assisteva, la cittadella è rimasta poi inghiottita e nascosta dalla fitta vegetazione per secoli, fino a quando non venne riscoperta quasi per caso nel 1911: ben 9 ettari di meraviglia suddivisi tra terrazzamenti agricoli e abitazioni in pietra.

Poi, passati i primi minuti di contemplazione, la mente razionale riprende il sopravvento e parte la domanda spontanea: io ci sono arrivata prendendo un aereo, un treno, un bus su tornanti asfaltati, salendo scalinate in pietra con uno zaino leggerissimo sulle spalle e arrivando comunque con il fiatone. Ma gli Inca, intorno al 1450 — più di seicento anni fa — come diavolo hanno fatto a costruire una cittadella di queste dimensioni e con questa precisione chirurgica lassù in cima???

Un paio di link utili per prenotare da soli la vostra visita a Machu Picchu:

Autobus tra Machu Picchu e Aguas Calientes, andata e ritorno - €20 a persona

Bus a/r con visita guidata di Machu Picchu - €27 a persona (senza biglietti d'ingresso)

Nota: il biglietto d'ingresso a Machu Picchu va acquistato attraverso il sito ufficiale machupicchu.gob.pe oppure nelle agenzie ad Aguas Calientes.

Finita la visita guidata tra le rovine, abbiamo iniziato la discesa a piedi verso Aguas Calientes. Devo essere del tutto onesta: è stata faticosissima!
La montagna è ripidissima e i gradini in pietra sconnessi mettono a dura prova le ginocchia a ogni singolo passo. Una volta terminata la discesa vera e propria lungo i tornanti nel bosco, la fatica non è finita: per tornare in centro ad Aguas Calientes bisogna percorrere altri due chilometri a piedi seguendo il corso del fiume. In totale ci abbiamo impiegato circa un'ora e mezza. I paesaggi attorno sono bellissimi e immersi nella natura, ma la stanchezza accumulata nei giorni precedenti si fa sentire tutta. Se potessi tornare indietro, non avrei dubbi: comprerei il biglietto del bus anche per la discesa!

Ritorno a Lima con volo interno

Una volta rientrati ad Aguas Calientes dopo la discesa a piedi, abbiamo ripreso il treno in direzione Ollantaytambo e da lì una navetta ci ha riportati a Cusco. Siamo tornati a dormire nello stesso hotel, l'Usgar San Pedro Boutique, dove abbiamo finalmente recuperato i nostri zaini grandi lasciati in custodia prima della partenza per la Valle Sacra.

Il giorno seguente siamo andati dritti in aeroporto a Cusco per prendere il volo di rientro verso la capitale: un volo interno Cusco-Lima diretto con LATAM Airlines, economico e di circa un'ora e mezza di durata.

Ripeto nuovamente il mio consiglio, fondamentale per la salute: NON fate assolutamente l'itinerario al contrario, cioè volando direttamente da Lima a Cusco appena arrivati in Perù. Passare dal livello del mare ai 3.400 metri di Cusco in un'ora e mezza significa rischiare quasi certamente di stare malissimo per l'impatto violento con l'altitudine. Il corpo ha bisogno di salire di quota gradualmente, come abbiamo fatto noi passando da Arequipa e dal Canyon del Colca, per abituarsi e acclimatarsi senza traumi eccessivi.

Lima

Come dicevo, un volo interno da Cusco ci ha riportati a Lima per l'ultima tappa del viaggio, dove abbiamo soggiornato nello stesso B&B del nostro arrivo in Perù, El Patio Miraflores.

Per esplorare la capitale abbiamo fatto un tour del centro storico con la nostra guida, toccando i punti chiave della città:

  • Plaza Mayor (Plaza de Armas): il cuore da cui è nata la città nel 1535 per mano di Francisco Pizarro, circondata dal Palacio de Gobierno, dalla Cattedrale e dalle facciate gialle con i tipici balconi in legno intagliato d'epoca coloniale;

  • Le case coloniali e i loro balconi: Lima è famosa per i suoi suntuosi balconi lignei coperti, costruiti tra il XVII e il XVIII secolo, che rappresentavano il vero status symbol delle famiglie nobiliari vicereali;

  • Gran Hotel Bolívar: un'istituzione storica inaugurata negli anni '20 per ospitare i grandi nomi della politica e del cinema internazionale. Si dice che sia proprio nel suo bar che è nata la ricetta moderna e perfetta del Pisco Sour, servita nei loro celebri bicchieri "cattedrale".

  • Estación Desamparados: elegante stazione ferroviaria in stile neoclassico del primo '900, una delle più antiche del Sud America, oggi riconvertita in centro culturale (la Casa de la Literatura Peruana).

Ad essere del tutto sincera, a questo punto dell'itinerario la stanchezza accumulata in due settimane super intense si è fatta sentire tutta insieme. Ero così provata e con la testa già sulla via del ritorno che non me la sono goduta appieno e non ho scattato nemmeno una fotografia. Quando il corpo chiama il riposo, c'è poco da fare!

Abbiamo chiuso il viaggio con una cena al Punto Azul Seafood Restaurant, consigliato dalla nostra guida. Un locale davvero carino, fresco, allegro e pieno di vita locale, perfetto per salutare il Perù gustando un ottimo ceviche e piatti di pesce fresco prima di volare a casa.

Qualche link per prenotare i vostri tour guidati di Lima:

Free tour di Lima

Free tour di Miraflores

Free tour del quartiere di Barranco

Free tour serale di Lima + Circuito Mágico del Agua

Domande frequenti sul viaggio in Perù

Come prevenire e gestire il mal d'altitudine (soroche)?

Il rimedio migliore in assoluto è la gradualità: strutturate l'itinerario salendo di quota piano piano, fermandovi almeno 2 o 3 giorni nelle città intermedie prima di salire ulteriormente. Evitate alcolici e fumo, e idratatevi tantissimo.

I rimedi locali sono:

  • Foglie di coca: tenete qualche foglia tra guancia e gengiva senza masticare, lasciando uscire lentamente i succhi.

  • Inka tea e caramelle alla coca: utili da sorseggiare o sgranocchiare durante i trasferimenti e i trekking.

  • Agua de Colonia de Flores (Agua Florida): una boccetta di essenza alcolica da sfregare sulle mani e inalare per riaprire le vie respiratorie.

La maggior parte degli hotel ad alta quota ha bombole di ossigeno a disposizione per gli ospiti in caso di crisi. Ricordate però la regola d'oro: se i sintomi diventano severi, l'unica vera cura è scendere subito di altitudine. E non partite mai senza un'assicurazione di viaggio completa che copra anche le emergenze ad alta quota. Se cliccate su questo link ho il 10% di sconto per voi: 10% di sconto sull'assicurazione di viaggio heymondo

In Perù accettano le carte di credito o serve il contante?

Serve assolutamente il contante. La carta di credito viene accettata di rado (solo nei grandi hotel o in ristoranti molto strutturati nelle grandi città). Per tutto il resto — mercatini, lavanderie, ingressi, piccoli ristoranti, taxi e mance — si paga esclusivamente in contanti ed in moneta locale, i Soles.

Il consiglio è di cambiare gli Euro una volta arrivati sul posto o prelevare direttamente dai bancomat (ATM) delle banche principali. Per darvi un'idea pratica: io sono partita con l'equivalente di 1.100 soles in contanti (circa 270€ all'epoca) e durante il viaggio ho fatto solo un altro piccolo prelievo di circa 50€ in soles per coprire le ultime spese quotidiane.

eSIM in Perù: quale operatore scegliere?

Pianificare la connessione dati prima di atterrare è fondamentale. Durante il mio viaggio ho testato Airalo, ma purtroppo la copertura non ha funzionato granché bene lungo le tratte andine.

Il consiglio attuale è di puntare su Saily: non la conoscevo ancora all'epoca del viaggio in Perù, ma oggi la utilizzo regolarmente in tutti i miei spostamenti all'estero e la copertura in Perù è decisamente più stabile e affidabile.

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Come ci si sposta in Perù?

  • Bus a lunga percorrenza: per le tratte extraurbane più lunghe (come da Paracas/Huacachina ad Arequipa) la compagnia di riferimento è Cruz del Sur (comoda, sicura e con sedili reclinabili di ottimo livello).

  • Treni per Machu Picchu: per la tratta Cusco - Ollantaytambo - Aguas Calientes le opzioni principali sono Inca Rail o PeruRail / Machu Picchu Train.

  • Spostamenti in città: a Lima e nelle grandi città usate tranquillamente Uber, molto più sicuro ed economico rispetto a fermare taxi generici per strada.

  • Escursioni e tour di un giorno: se volete muovervi con tour organizzati o guide locali senza impazzire con la logistica, piattaforme come Civitatis e GetYourGuide sono perfette. Confrontate sempre i prezzi tra le due prima di prenotare!

Perù in estate: com'è il clima e come vestirsi?

Il clima è caratterizzato da una fortissima escursione termica quotidiana, specialmente ad alta quota. Io sono stata in Perù a fine giugno/inizio luglio e ho trovato temperature assurde con minime di -10°C e massime di +20°C.

In montagna e altopiani (Cusco, Colca, Palccoyo) si passa tranquillamente da minime di -10°C la notte o alle prime luci dell'alba a massime di +20°C nelle ore centrali della giornata. A Cusco, nello stesso giorno, abbiamo registrato sbalzi da 0°C a 20°C. Indispensabile vestirsi "a cipolla", portando sia crema solare ad alta protezione (il sole in quota brucia), sia abbigliamento termico molto pesante.
Sul Lago Titicaca fa davvero tanto freddo. Tenete conto che le strutture rurali o le case locali in homestay non hanno né impianti di riscaldamento né acqua calda.
Sulla costa (Lima, Paracas) invece le temperature sono decisamente più miti e costanti, oscillano tra i 15°C e i 20°C.

E ora un'ultima, onestissima domanda:

Lo rifarei?

La risposta onesta è: probabilmente no. O almeno, non in questo modo.

Per fare un itinerario così ricco e toccare tutte queste tappe, dedicherei al Perù almeno tre settimane. Sono convinta che con più tempo a disposizione la fatica si sarebbe fatta sentire meno, ci saremmo ammalati di meno (o magari per niente, visto che non sono stata certo l'unica del gruppo a crollare con la febbre) e ci saremmo goduti ogni singola tappa con un ritmo più umano.

Se potessi tornare indietro nel tempo rifarei comunque questa esperienza, perché in quel preciso momento della mia vita era l'unica opzione percorribile per incastrare tutto. Ma se avessi potuto organizzare l'itinerario a modo mio, fin dall'inizio, lo avrei spalmato senza dubbio su tre settimane. È vero, avremmo speso qualcosa in più tra notti ed extra, ma la qualità del viaggio e del ricordo sarebbe stata impagabile.

Quindi, il mio consiglio spassionato da amica: se volete fare un giro completo del Perù come il mio, prendetevi più di due settimane. Il vostro fisico vi ringrazierà e il viaggio vi resterà dentro in un modo del tutto diverso.

È tutto, spero di avervi aiutato a programmare il vostro itinerario in Perù e di non avervi spaventato troppo!

Se avete altri dubbi, scrivetemi una mail a info@ingiroconfluppa.com.

A presto!

firma di Flavia Iarlori