Swaminarayan Temple

gratis!!
un paio d'ore
aperto tutto l'anno
e' un capolavoro!

Come arrivare

Lo Swaminarayan Temple e' un tempio indiano che si trova a Neasden, nord ovest di Londra.
Sapevo della sua esistenza da circa tre anni, ma non avevo mai avuto occasione di andarci.
Poi domenica mattina mi sono alzata con quel pensiero fisso e mi son detta: oggi ci vado, cascasse il mondo!

Ho preso la Jubilee Line, sono scesa a Wembley Park, poi ho preso il bus 206 direzione Kilburn Park Station e dopo 15 min sono arrivata alla fermata del bus Swaminarayan Temple.

Ebbene, signore e signori, dopo 45 minuti di viaggio prendo la mia Canon dallo zaino e mi accorgo che...non ha la memory card dentro! 😑
E' la seconda volta che mi succede, quindi vuol dire che sono proprio un genio. Un genio due volte. 😐

Poco male comunque, perche' all'interno del tempio e' vietato fare fotografie!
Le foto degli interni sono di londonmandir.baps.org. Per quelle degli esterni, accontentatevi delle foto scattate con il cellulare 😅

Haveli

All'ingresso, due signori mi chiedono di lasciare lo zaino nel cabinotto situato di fronte al cancello: e' gratis.
Passo il metal detector e una signora mi invita a togliermi le scarpe e lasciarle nel guardaroba alla mia destra.

L'ingresso e' diviso in tre parti: un piccolo bazar al centro con due grossi tappeti ai lati, l'area destra e' per le donne mentre la sinistra e' per gli uomini.
Le pareti e il soffitto sono di legno intagliato, lavorato a mano usando querce inglesi e birmane derivanti da foreste eco sostenibili. Per ogni 3 alberi abbattuti, ne sono stati piantati altri 10.
I bambini si rotolano sui tappeti creando un po' di baccano, gli adulti seduti sugli stessi tappeti cercano di tenerli a bada e pregano.
Questa zona si chiama Haveli.

Attraverso il lato maschile, mi fermo in un corridoio ad osservare una parete ricoperta di dediche e foto di ospiti illustri: Papa Karol Wojtyła, Boris Johnson, David and Samantha Cameron vestita con un abito tradizionale indiano.

Di fronte a questa parete c'e' una vetrata che mostra un lato del tempio, un prato all'inglese ed un altro corridoio dall'accesso vietato ai visitatori. Mi avvicino alla finestra, noto con piacere che i pavimenti sono riscaldati. Vedo passare un monaco con una lunga veste arancione.

Continuo lungo il corridoio e arrivo al piano terra del tempio vero e proprio, quello bianco che si vede da fuori: il Mandir.
Qui trovo una mostra sull'Induismo, l'ingresso costa solo 2£. Sono curiosa, entro.

E' stato interessante!
L'Induismo e' la religione piu' antica del mondo. Insegna la presenza di Dio in tutte le cose, ad onorare l'intro creato. Per questa ragione, predica la cura per la natura, l'umanita' tutta, gli animali: non si mangiano ne' si sfruttano.
Proclama la non violenza, la lealta', il rispetto per le altre religioni.
Crede nella reincarnazione.
Mi piace!

Mandir

Esco dalla zona del museo, sulla mia destra c'e' una scalinata tutta bianca.
Salgo.
Spalanco gli occhi, la mascella mi cade per terra. Rimango imbambolata cosi', per 5 minuti, prima di accorgermi che il curatore mi sta guardando con aria preoccupata.
L'anima del tempio, un posto BELLISSIMO!
5000 tonnellate di marmo di Carrara e calcare bulgaro tutto inciso e intagliato a formare una splendida sala da preghiera.
Ogni singola colonna e parete e' intarsiata, non c'e' un centimetro di muro liscio.
Il soffitto e' fatto di altorilievi e bassorilievi, il bianco dell'ambiente e' quasi accecante.
Il silenzio regna sovrano, alcuni indiani pregano inginocchiati di fronte alle statue dei Murtis, delle immagini sacre pervase, secondo la tradizione, dalla presenza divina.
Leggo che il Mandir e' stato costruito grazie all'amore e alla determinazione di piu' di 3000 volontari, in appena 3 anni.

Mi siedo a terra anche io. Mi guardo intorno, ammiro le colonne, la cupola sulla mia testa, i vestiti colorati delle donne, la forza di volonta' degli anziani che con non poco sforzo si rialzano da terra dopo aver pregato.

Voglio andare in India.

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