Viaggio in Cappadocia: il tour verde

fine Aprile 2019
una giornata
dolci, tea, carne
economico
grandangolo e teleobiettivo
tutto creato da Madre Natura!

Dopo avervi parlato del tour rosso, vi racconto ora il secondo giorno del mio viaggio in Cappadocia, quello dove abbiamo fatto il tour verde.

Nel mio articolo sulle informazioni utili per organizzare un viaggio in Cappadocia vi ho spiegato perche' ho scelto di affidarmi ad un tour organizzato invece di noleggiare un'auto come faccio di solito.

Anche qui, prima di descrivervi cosa abbiamo visitato, vi lascio una mappa che vi tornera' utile per calcolare le distanze e capire bene geograficamente dove siamo. I punti rossi indicano il tour rosso, quelli verdi il tour verde, quelli gialli indicano le zone che abbiamo visitato senza tour.

La prima cosa che la nostra guida ha fatto appena ci siamo incontrati e' stata ringraziarci calorosamente per aver scelto il suo paese come meta del nostro viaggio: la Turchia ha subito un brutto calo a livello turistico tre anni fa, in seguito agli attacchi terroristici e il colpo di stato. E per una terra che vive di solo turismo, agricoltura e vendita di animali, capirete bene quanto il colpo sia stato duro. Ora si sta pian piano riprendendo; quest'anno, insieme a noi, altri 3 milioni di visitatori hanno scelto di visitare la Cappadocia, di cui il 75% attratto principalmente dalle mongolfiere.

Punto panoramico di Göreme

La prima tappa del tour verde e' il punto panoramico di Göreme, in cima alla collina sulla strada che porta ad Uchisar. La nostra guida ci lascia ammirare il panorama del paese visto dall'alto circondato dalle splendidi valli di tufo e ci racconta un po' di curiosita' riguardanti la Cappadocia.

Il nome "Cappadocia" vuol dire "la terra dei bei cavalli": questo perche', durante i periodi dell'impero persiano, molti cavalli selvaggi vivevano in questa zona. Questi cavalli, che venivano dall'Iran, erano noti per la loro velocita' e abilita' durante le battaglie.

Gli allevatori di cavalli erano tenuti in grande considerazione e venivano corteggiati dagli imperatori e dai re per il loro bestiame. Col passare del tempo, man mano che acquistavano valore, i cavalli venivano perfino usati come doni o merce di scambio per far fronte ai debiti. Si dice addirittura che un re declino' la mano della figlia di un reale in cambio di mille cavalli da aggiungere al suo allevamento militare.

Quei cerchi di vetro blu, invece, che troviamo ovunque in Cappadocia, spesso appesi ai rami degli alberi, si chiamano "Nazar" oppure "occhi del diavolo" e sono degli amuleti che si crede tengano lontana l'energia negativa. Che sia superstizione o semplice decorazione, gli occhi del diavolo vengono venduti sotto forma di braccialetti, orecchini, ciondoli, portachiavi in tutti i negozietti di souvenir.

Ihlara Valley

Risaliamo sul pulmino e, dopo circa un'ora di viaggio e una sana pennichella, arriviamo alla seconda tappa del tour verde, la valle di Ihlara.

E' il canyon più grande e più profondo della Cappadocia, ha una profondità di circa 100 metri ed e' stato formato dal fiume Melendiz migliaia di anni fa! Si ritiene che la valle ospitasse più di 4000 abitazioni, 80.000 persone e un centinaio di chiese rupestri decorate con affreschi.

All'ingresso principale di Ihlara c'e' una balconata naturale dalla quale si puo' ammirare il canyon dall'alto e una lunga scalinata che porta a valle. In fondo alla scalinata, girando a destra, c'e' una piccola e graziosa chiesa rupestre chiamata Agacalti, nascosta dietro un arco in rovina e decorata di affreschi dai colori brillanti rappresentanti varie scene della vita di Gesu'.

CURIOSITA':
Come mai Gesu', gli angeli e i santi sono dipinti senza occhi?

Nel 1923 ci fu uno scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia, una vicenda che coinvolse circa 2 milioni di persone: i cristiani che vivevano in Anatolia vennero trasferiti in Grecia e i musulmani che vivevano in Grecia vennero portati in Turchia. Le conseguenze di questo scambio di popoli ricaddero anche sull'arte: gli affreschi ritraggono Gesu', gli angeli e i santi senza occhi perche', essendo la religione musulmana aniconica (cioe' senza icone perche' hanno il divieto del culto delle immagini), i greci musulmani, tornando in Anatolia, cancellarono gli occhi di Gesu' e dei santi dipinti precedentemente dai cristiani.

La passeggiata lungo il fiume Melendiz e attraverso la valle di Ihlara e' davvero molto piacevole, tra vigneti, pioppi e alberi di pistacchio, con una leggera brezza e il dolce suono dell'acqua che scorre che accarezza le nostre orecchie. Ci divertiamo ad avvistare lucertole, rane, stormi di farfalle e uccelli.

Un consiglio: vestitevi assolutamente comodi per fare questa passeggiata, con scarpe basse e che possono sporcarsi: vi ritroverete alla fine pieni di polvere, terreno e sabbia 😉

A meta' strada troviamo delle capannine atte a ristoro, dove potersi riposare qualche minuto e comprare spremute d'arancia fresche, snack e acqua.
Le capannine si affacciano sul fiume, hanno gli immancabili tappeti e cuscini colorati e sono circondate da paperelle con i loro cuccioli che scorazzano tra i nostri piedi: un idillio! 😍

Belisirma

La nostra camminata di 3 km lungo il fiume Melendiz giunge al termine a Belisirma, dove ci fermiamo per il nostro meritato pranzo ad uno dei ristoranti che affacciano sul fiume (quello dove abbiamo mangiato noi si chiama Restaurant Anatolia, ma credo che uno valga l'altro: scegliete semplicemente quello che esteticamente vi attrae di piu'!).

Il nostro pranzo e' stato semplice e gustoso: zuppa di lenticchie rosse, una focaccia, polpette di carne e bulgur, con l'immancabile çay (il tè) finale. La cosa piu' simpatica e' che eravamo proprio a bordo fiume, che scorreva impetuoso ai nostri piedi, rinfrescandoci con qualche schizzo d'acqua ogni tanto 😍

Monastero di Selime

Dopo pranzo risaliamo sul pulmino, che nel frattempo ci aveva raggiunto a Belisirma, e ci dirigiamo a Selime, a circa 15 minuti di strada.

L'attrazione principale qui e' l'affascinantissimo Monastero di Selime, la piu' antica cattedrale della Cappadocia.
Questa cattedrale era per soli uomini, anche qui notiamo decine e decine di buchi scavati nella roccia: nidi di piccione, utilissimi per comunicare con le donne, fertilizzare il terreno e per smaltare gli affreschi (ve ne ho parlato meglio nel post sul tour rosso).

Ci infiliamo in tutti i vani osservando i vari ambienti che fungevano da cappelle, chiese, stanze, depositi di grano e cucine (facilmente riconoscibili perche' hanno il soffitto nero dovuto ai fumi del fuoco).

La roccia di questo monastero in particolare e' molto friabile, infatti il vento alza parecchia sabbia; la nostra guida ci dice che il governo potrebbe chiudere l'accesso fra qualche anno perche' le visite potrebbero diventare pericolose. A proposito, state molto attenti a dove mettete i piedi soprattutto in salita e in discesa perche' non ci sono ringhiere!

ALTRA CURIOSITA':
Molti dicono che i paesaggi della Cappadocia siano stati usati come set per il film Star Wars. La realta' e' che il film e' stato girato invece in Tunisia, usando solo le fotografie della Cappadocia. Questo perche' il governo, preoccupato che il film d'azione potesse rovinare il paesaggio gia' soggetto ad erosione, non diede alla troupe i permessi per girare il film.

Rimane pero' l'orgoglio per aver ispirato un capolavoro senza tempo, tant'e' vero che proprio nel monastero di Selime c'e' una roccia che funge da balcone, da cui si vede il paesaggio che ha ispirato Star Wars: c'e' proprio un cartello che indica "Star Wars landscape".

La citta' sotterranea di Derinkuyu

Penultima tappa del nostro tour verde e' la citta' sotterranea di Derinkuyi, a 40 minuti di guida da Selime, sulla strada per tornare a Göreme.

In Cappadocia ci sono ben 36 citta' sotterranee, create dai cristiani per nascondersi durante le persecuzioni romane. Le piu' famose sono Kaymakli, che e' la piu' larga, e Derinkuyu, che e' la piu' profonda.

Derinkuyu ha 7 piani sotto terra, uniti da un percorso lungo 4 km, che permette di visitare diverse sezioni di ogni livello, come la cucina, i bagni, le camere, le tombe, la stalla, la scuola, le cappelle etc. Una ingegnosa rete di tunnel e passaggi la collegano ad altre citta' sotterranee.

Le persone, circa 5000, vivevano in queste citta' per brevi periodi, al massimo un paio di settimane alla volta. Producevano vino e cucinavano una sola volta a settimana, per scarsita' di cibo e per non far uscire fumo ed essere notati dai nemici. Ci sono depositi di cibo, che veniva portato in anticipo prima dell'arrivo dei nemici, e illuminazione e riscaldamento venivano effettuate con lampade ad olio.

110 scalini molto bassi (bisogna scenderli accovacciandosi!) portano dal piano -5 al piano -7.
Il settimo piano sotto terra e' profondo 55 metri e ha porte di pietra scorrevoli che pesano 400 kg, che venivano usate per proteggersi dai nemici. Inoltre c'e' una chiesa a forma di croce ma senza dipinti, vuoi perche' il soffitto e' umido, vuoi perche' non c'era tempo per decorarla.
I tunnel sono stretti e bassi proprio per rendere difficoltoso l'accesso, inoltre nel pavimento ci sono diverse buche usate come trappole contro i nemici.
C'e' una cisterna d'acqua profonda 39 mt (la guida ci butta un po' d'acqua dentro per farci ascoltare quanto tempo impiega ad arrivare in fondo), nascosta in profondita' per non farla trovare ai nemici i quali avrebbero potuto versarci veleni.

Risaliamo al piano -1, usato come rifugio per animali (mucche, pecore, pollame, cavalli) sia per mantenere caldi gli altri piani, sia come inganno per i nemici: se avessero trovato la citta', vedendo gli animali avrebbero pensato si trattasse solo di una specie di stalla! 😆

La nostra guida ci tiene a precisare che tutte queste informazioni riguardo la citta' sotterranea, le varie stanze e i modi di vivere delle persone, sono delle semplici supposizioni perche' non ci sono prove reali che attestino la veridicita' delle loro affermazioni. Tutto quello che loro sanno l'hanno imparato dai libri, dai professori e da altre guide.

Guvercinlik Vadisi, la valle dei piccioni

Ultima tappa del tour verde e' la valle dei piccioni.

Guvercinlik Vadisi e' una valle di 6 km che connette Uchisar e Göreme attraverso un sentiero.
Sebbene i nidi di piccione siano molto frequenti in tutta la Cappadocia, in questa valle ce ne sono davvero tantissimi! Non vi sto a ripetere per l'ennesima volta l'importanza che hanno avuto i piccioni per i Turchi in tempi antichi, vi dico solo che se volete fare tutto il percorso e' meglio cominciare da Uchisar perche' la strada sara' in discesa (N.B. non l'abbiamo fatto personalmente perche' eravamo troppo stanchi dopo il tour, ma ho sentito la nostra guida che dava indicazioni ad un ragazzo che voleva farlo).

Noi ci siamo accontentati di scattare fotografie alla valle dall'alto e provare per la prima volta i Lokum, delle caramelle gommose alla frutta in un negozietto che vende "turkish delights" (spezie, te', caffe', frutta secca, e appunto caramelle varie).

Uchisar valle dei picioni

Ed eccoci alla fine della seconda bellissima giornata!
Il tour verde e' bello intenso, fisicamente piu' stancante del tour rosso ma ugualmente interessante e dai paesaggi mozzafiato!

Se vi siete persi le altre tappe della Cappadocia, vi lascio i link:

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