Cosa fare a Santa Lucia, isola dei Caraibi

Marzo 2020
4 giorni pieni
costosa
riso, pesce, pollo, frutta esotica
prevalentemente grandangolo
mare mare mare!
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Eccoci arrivati alla terza ed ultima tappa del mio tour delle isole caraibiche fai da te, Santa Lucia!

Questa isola a forma di goccia fa parte dell'arcipelago delle Piccole Antille ed e' molto diversa sia da Antigua che da Guadalupa .
Santa Lucia e' rinomata per essere una delle mete preferite dalle coppie in luna di miele o che addirittura la scelgono come location per il proprio matrimonio; io in realta' non l'ho scelta per nessuno di questi motivi, semplicemente mi piaceva l'idea di una spiaggia ai piedi di un vulcano 😃

Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1502, il suo nome e' legato, stando alla leggenda, proprio al giorno della sua esplorazione, il 13 dicembre, giorno in cui si festeggia la Santa.

A Santa Lucia abbiamo fatto poco, devo ammetterlo. Le strade di montagna, specialmente dalla capitale Castries a sud, non ci hanno aiutato tantissimo a visitare l'isola, con tutta una serie di tornanti e saliscendi che hanno rallentato parecchio i nostri tragitti in auto.

Le spiagge sono poche, rispetto per esempio ad Antigua, e si trovano tutte sul versante ovest dell'isola, quella che dà sul mar dei Caraibi

Sulla mappa in alto trovate i punti che abbiamo visitato, di seguito le spiagge ed escursioni fai da te a Santa Lucia.

Marigot Bay

Abbiamo voluto cominciare in grande con Marigot Bay, la baia credo piu' bella di Santa Lucia.

Raggiungibile in mezz'ora di auto a sud della capitale Castries, questa baia e' abbracciata da colline su cui sono adagiate lussuose ville vista mare, l'approdo e' popolato di barche a vela e yacht, un minimarket e un paio di ristorantini chic.

Per arrivare sulla spiaggia si deve necessariamente prendere una barchetta, il cui passaggio e' gratuito se prendete qualcosa presso l'unico ristorante che si trova sulla spiaggia, o costa 5 dollari caraibici (andata e ritorno) se non siete clienti del ristorante. 5 dollari caraibici equivalgono a €1.70, il passaggio e' qundi molto economico! 😄

La spiaggetta libera ha le palme e il mare verde pieno di pesciolini 😍
Volendo potete noleggiare sdraio e ombrellone, a noi bastava l'ombra degli alberi. Troverete dei ragazzi che vendono cocco fresco e un baracchino con un frigo di birre e gelati.

A Marigot Bay ci siamo tornati una seconda volta, ed entrambe le volte abbiamo mangiato al Ristorante Doolittle, quello sulla spiaggia di cui vi parlavo prima. Una volta una pizza (americana stile Domino's, niente di favoloso ma mangiabile) e una volta una piadina.

La Toc beach

Di La Toc beach non ho fotografie.
E' una spiaggia abbastanza grande occupata interamente dal Sandals Resort e si trova in una baia vicino Castries, infatti si vede anche atterrando sull'isola!

Nonostante sia occupata dal Resort, la spiaggia e' libera e vi si accede da un sentiero che si trova all'estrema destra del Resort. Ve lo indicheranno comunque i dipendenti del Resort, dove potrete parcheggiare l'auto gratis.

Siamo stati su questa spiaggia un pomeriggio particolarmente ventoso, infatti c'era bandiera rossa e le onde erano abbastanza alte da farci desistere!

Pigeon Island - Parco Nazionale

A 25 min di auto a nord di Castries c'e' Pigeon Island, un'area verde protetta nata come un'isoletta e successivamente collegata artificialmente alla terraferma.

Pigeon Island e' molto importante per la storia di Santa Lucia, in quanto luogo chiave nelle battaglie tra inglesi e francesi che si sono contesi l'isola durante i secoli.
Nel 1778 l'ammiraglio inglese George Rodney occupo' l'isola e fondo' la base navale a Gros Islet Bay, fortificando Pigeon Island che divento' uno strategico punto di osservazione e di difesa dai francesi di Martinica. Ci sono ancora i resti di questa fortifcazione, il Fort Rodney, con i cannoni usati dai soldati.

Per arrivare in cima al Fort Rodney ci vogliono 15 min a piedi a partire dall'ingresso del parco; non e' molto stancante, vi raccomando solo di portarvi scarpette e borraccia d'acqua. Dalla cima si ha una bella visuale della costa nord di Santa Lucia, con il calmo mar dei Caraibi ad ovest e le onde dell'oceano Atlantico ad est. In una giornata particolarmente chiara si puo' anche vedere Martinica a nord.

Di fronte al Fort Rodney c'e' un'altra collinetta, il Signal Peak; anche questa si puo' scalare facilmente, noi non lo abbiamo fatto solo perche' faceva troppo caldo...

Pigeon Island - spiaggia

...infatti siamo scesi ed andati in spiaggia!

Gia', perche' il Pigeon Island ha anche due spiagge, tranquillissime e poco frequentate: sulla nostra spiaggetta c'erano solo due signore!
Qui la sabbia e' gialla, il mare chiaro e le benedette palme regalano tanta bella ombra.

C'e' un ristorantino vicino la spiaggia che serve cibo caraibico e internazionale ed ha il wifi gratis.
La visita a Pigeon Island vi portera' via una mezza giornata, bagno al mare compreso.

Il Parco Nazionale di Pigeon Island e' aperto 365 gg l'anno e l'ingresso costa 10 USD a testa.

Reduit Beach e il tramonto

L'ultimo centro abitato a nord dell'isola, prima di arrivare a Pigeon Island, si chiama Rodney Bay ed e' un agglomerato di hotel, bar e ristoranti, negozi e locali che si animano di sera.
La spiaggia si chiama Reduit Beach, e' servita da qualche bar, volendo si possono noleggiare sdraio e ombrelloni e ci sono giochi d'acqua.

Noi abbiamo fatto un bagno nel pomeriggio, dopo la visita a Pigeon Island, aspettando il tramonto con un paio di birrette.

La strada verso sud e i Pitons

Una giornata ci siamo svegliati di buon'ora, abbiamo preso l'auto e ci siamo diretti a sud dell'isola, verso quella che secondo me doveva essere la zona piu' bella: quella dei due Pitons, patrimonio dell'umanita' UNESCO.

Gros Piton e Petit Piton sono il simbolo di Santa Lucia, due guglie vulcaniche rispettivamente di 770 e 743 metri di altezza che si innalzano fianco a fianco dal mare, situati vicino la citta' di Soufriere.
Entrambi i Pitons si possono scalare, inoltre il complesso vulcanico comprende un campo geotermico con fumarole sulfuree e sorgenti termali.

La strada da Castries a Soufriere e' inizialmente pianeggiante e caratterizzata da piantagioni di banane, poi diventa montuosa, con parecchi saliscendi e tornanti.
Lungo la strada si incontrano giusto un paio di villaggi, Anse de la Raye e Canaries, ma che non ci invitano a fermarci.

Dopo un paio d'ore di guida si vedono finalmente i Pitons, vuol dire che siamo arrivati a Soufriere!
Una volta arrivati in centro, il nostro navigatore si perde e ci fa infilare in una stradina sterrata popolata da baracche, galline, bambini che corrono scalzi. Un ragazzo ci chiede se ci siamo persi e dove stiamo cercando di andare, a quanto pare la strada per la spiaggia dei miei sogni, quella ai piedi del vulcano, e' pericolosa e bisogna essere accompagnati 😕
Probabilmente avremmo dovuto prenotare una escursione con guida.

Scoraggiati, facciamo retromarcia e decidiamo di andare a visitare i giardini botanici.

Diamond Botanical gardens

I Diamond Botanical Gardens sono i piu' antichi giardini botanici dell'isola di Santa Lucia.

Il complesso non e' enorme, ma ricco di piante e fiori tropicali, una flora caraibica rigogliosa tra cui spiccano cocco, vaniglia, cacao.
Ci sono placche informative sparse nei giardini che raccontano la storia del luogo dal 18° secolo fino ai giorni nostri, e che spiegano nome ed utilizzo delle piante.

Diamond waterfall

La Diamond Waterfall rappresenta il gioiellino del giardino botanico, una cascata di colore scuro, quasi grigio, dovuta alle acque sulfuree ricche di minerali che arrivano dal vulcano inattivo.

In loco si possono fare bagni termali: vicino la cascata c'e' una vasca di acqua minerale riscaldata vulcanicamente, usata gia' quando il re Luigi XVI costrui' qui, nel 1784, uno stabilimento balneare per le sue truppe.

Per fare il bagno bisogna pagare 6 US$, ma a noi non e' venuta voglia perche' la vasca e' talmente piccola che ci saremmo entrati massimo in due.

L'ingresso ai giardini costa 7 US$ a testa (prezzo ad oggi, Marzo 2020).
Per prezzi e orari aggiornati visitate il sito diamondstlucia.com

Quando andare a Santa Lucia, Caraibi

Com'e' il clima di Santa Lucia?

Come la maggior parte delle isole caraibiche, Santa Lucia ha un clima caldo e tropicale tutto l'anno, con la stagione degli uragani tra Giugno e Novembre. Quindi il periodo migliore per visitare Santa Lucia e' il nostro inverno/primavera: noi ci siamo stati a Marzo ed abbiamo trovato temperature costanti tra i 23 e i 32°C, il cielo per la maggior parte del tempo soleggiato con un paio di acquazzoni serali.

Come arrivare a Santa Lucia

Voli per Santa Lucia
Come molte altre isole ex colonie britanniche, Santa Lucia ha un volo diretto da Londra. Che io sappia, qualunque volo che parte dall'Italia e diretto a Santa Lucia prevede uno scalo a Londra.

Come ho spiegato nel mio post Caraibi: come organizzare un tour tra le isole fai da te, Santa Lucia e' stata l'ultima tappa del mio viaggio di due settimane tra le isole caraibiche e ci sono arrivata con un volo interno da Guadalupa con la compagnia Air Antilles, per poi ripartire per Antigua con la compagnia Liat. Ho scelto di tornare ad Antigua e ripartire da li' invece di tornare a Londra direttamente da Santa Lucia semplicemente perche' il biglietto da Santa Lucia costava il doppio!

Dove alloggiare a Santa Lucia

Come per le altre isole, anche a Santa Lucia ho scelto di alloggiare abbastanza vicino l'aeroporto perche' i miei voli di arrivo e partenza avevano orari abbastanza proibitivi.
Santa Lucia pero' ha due aeroporti: Hewanorra, quello internazionale, a sud dell'isola, e George FL Charles, quello per i collegamenti interni tra le isole, a Castries, quindi a nord dell'isola. I due aeroporti distano due ore di auto o anche piu', e le strade, come ho accennato prima, sono montuose. State quindi attenti a dove scegliete di alloggiare!

Io ho trovato un Airbnb a 15 min di guida dal George FL Charles, molto carino, moderno e pulito, ma non semplice da trovare e situato su uno stradone buio e ad alta velocita'.
In ogni caso vi consiglio, per la vostra ricerca dell'alloggio, di mantenervi sulla costa ovest (a meno che non siate surfisti e vi piacciano le onde, allora optate per la costa est) e nei dintorni della capitale Castries, quindi a nord dell'isola.

Come muoversi a Santa Lucia

L'isola di Santa Lucia non e' dotata di un buon trasporto pubblico: i servizi ferroviari sono assenti, i locals si spostano tramite un servizio di minivan che si, e' sicuramente molto economico, ma ha orari imprevedibili.

Noi, come sulle altre isole, abbiamo preferito il noleggio auto per tutta la durata della permanenza sull'isola, anche se ovviamente abbiamo pagato di piu'. Abbiamo noleggiato con Drive-a-Matic, prenotando da casa attraverso Rentalcar.

A Santa Lucia il problema non e' tanto la condizione delle strade quanto la loro pendenza. Quest'isola e' di origine vulcanica, quindi molto piu' montuosa rispetto alle altre; non c'e' da stupirsi quindi che il 90% delle sue strade abbia una gran bella pendenza, con curve a gomito e strapiombi da brividi 😨

Anche qui il senso di guida e' invertito, quindi tenetevi a sinistra!

Attenzione:
A Santa Lucia Google Maps non funziona bene, bisogna usare maps.me per non perdersi!

Valuta

Cosi' come Antigua, anche Santa Lucia e' ex colonia britannica e fa parte del Commonwealth.

La moneta locale e' l'Eastern Caribbean dollar (EC$), su cui trona la regina Elisabetta II, ma viene spesso accettato anche il dollaro americano ($).

Al cambio attuale (Marzo 2020) 1 EC$ equivale a €0.33 o £0.30.

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